Oggi è il 27 gennaio. Dal 2000, in questa data cade il “Giorno della Memoria”. Dal 2000, in questa data si commemorano le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali. Ricordare perché queste cose non accadano più (il tema delle leggi razziali, poi, è fin troppo attuale).
Il 27 gennaio, dicevamo, è il Giorno della Memoria, il giorno in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali. Quale assurdo motivo, allora, spinge la gente a ricordare, proprio oggi, le vittime dell’esercito israeliano, le vittime dello Stalinismo, le vittime dell’Inquisizione, lo sterminio dei nativi americani e le Dieci Piaghe d’Egitto?
Giustificazione: non ci sono morti di serie A e morti di serie B. Verissimo. ma oggi, 27 gennaio, si ricordano le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali (e tre).
E’ come se il 19 marzo, festa del papà, ci fossero i cortei “non esistono parenti di serie A e parenti di serie B: non dimentichiamo gli zii!”
Nessuno vieta di creare una giornata per commemorare tutte le vittime di guerra (ci sarà già, immagino) o quelle particolari di una delle tante brutture di cui è capace l’uomo. Ma non oggi. Perché impuntarsi oggi significa strumentalizzare dei morti. E non è esattamente una cosa bella.
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