Mi trattengo dal parlare ancora dell’inutile scandalo che ha suscitato l’articolo di Panorama sui videogiochi violenti e per evitare di scrivere un ennesimo post al riguardo, ho aggiornato quello iniziale con un paio di link interessanti.
Ma veniamo a noi. Non sono molto interessato alla politica, quel tanto che basta per capire che le mie idee rientrano in quelle dello schieramento opposto a quello di Fini :D però ho sempre pensato che tra i vari politici, Fini sia uno di quelli più intelligenti e adatti al ruolo (mi ispira un sacco anche Veltroni, e Fassino sarebbe perfetto come leader se non avesse la faccia che ha, ma questo è un altro discorso).
Il presidente di AN ha rilasciato un’intervista a Panorama, in cui prospetta l’insegnamento del Corano come materia facoltativa nelle scuole:

E se un bambino musulmano volesse studiare il Corano a scuola? «Penso — dice Gianfranco Fini — che avrebbe tutto il diritto di farlo, come materia facoltativa». [...] Fini precisa: «Abbiamo bisogno di immigrati, che sono un’opportunità, non un rischio. Integrazione vuol dire innanzitutto garantire agli immigrati dei diritti, il diritto di credere nel loro Dio e di professare il loro culto. Al tempo stesso, si deve pretendere che accettino la nostra cultura e adempiano precisi doveri». Quali valori devono rispettare gli immigrati in Italia? «Quello della separazione tra la sfera religiosa e la sfera pubblica».

Non posso che essere d’accordo con queste parole.
Idee come quella della scuola araba di Milano sono, a mio parere, controproducenti e non capisco come si possa dire che costituiscono un passo verso l’integrazione: dove sta l’integrazione se i bambini italiani/cristiani studiano in una scuola e quelli italiani/musulmani studiano in un’altra? A me sembra più un “ghetto culturale” che un fenomeno di integrazione.
Non capisco perché siamo così refrattari al multiculturalismo, perché ci sentiamo minacciati dall’avvento di una società multietnica: da tutte le parti sento parlare di “invasione islamica” come se le persone diverse per cultura, religione, modo di vivere minacciassero la nostra cultura, religione, modo di vivere.
L’integrazione vera si avrebbe se tutti i bambini andassero nella stessa scuola, se si abolisse l’ormai anacronistica ora di religione (peraltro sempre più snobbata dagli studenti) e la si sostituisse con un’ora di “culture” (materia inventata da me in questo istante), un momento di dialogo per conoscere le culture diverse dalla nostra: c’è un bambino arabo in classe? Si parla della cultura araba…c’è un bambino ebreo? Si parla della cultura ebrea…e così via. E’ davvero così difficile andare d’accordo?


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