Ci sono due uomini nel mondo, che
costantemente m’incrociano la strada,
l’uno è colui che amo,
l’altro colui che mi ama.
L’uno è un sogno notturno
e abita nella mia mente buia,
l’altro sta alla porta del mio cuore
ed io mai gli apro.
L’uno mi ha dato un primaverile soffio
di felicità che subito dispariva,
l’altro mi ha dato tutta la sua vita
e non è stato mai ripagato di un’ora.
L’uno freme del canto del sangue
dove l’amore è puro e libero,
l’altro ha a che fare con il triste giorno
in cui affogano i sogni.
Ogni donna si trova tra questi due,
innamorata e amata e pura.
Una volta ogni cent’anni può succedere
che essi si fondano in uno.
(Tove Ditlevsen)
Sorvolando sul fatto che alle 11 di domenica sera sto citando una poetessa danese che ha avuto quattro matrimoni ed è morta suicida…devo capire perché io sono sempre lo sfigato che nella poesia viene definito “l’altro”
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