Ho giusto giusto letto un articolo particolarmente raccappricciante su corriere.it…riguarda la strage di Erba, e non si tratta del resoconto della confessione dei due “esseri” che hanno compiuto lo sterminio. E’ un articolo sulla marea di curiosi che si è riversata davanti al cancello e poi nella corte di Via Diaz non appena se ne è presentata l’occasione. Giovani, anziani, suore, coppie in passeggiata…tutti hanno deciso di fare una visita al luogo della strage, non per portare un biglietto o un mazzo di fiori, ma per curiosare! Per vedere live, senza il filtro del tubo catodico, i luoghi del delitto. A fare a gara a chi sapeva meglio i particolari, a chi riconosceva gli angoli “salienti” della scena del crimine: tanti aspiranti Gil Grissom, con la sola eccezione che quello non era il set di una puntata di CSI, ma la vita reale.
E’ già successo con il caso del “piccolo Tommy”, con la strage di Novi Ligure, perfino in occasione della cattura di Provenzano: folle di curiosi, puntate speciali de “La vita in diretta” e di “Porta a Porta” per soddisfare la fame di particolari della massa, per essere i primi della propria cerchia di conoscenze a scoprire gli elementi più sordidi o più eclatanti della vicenda del mese. Sì, “del mese”…perchè tra tre settimane nessuno si ricorderà più di Erba, così come ora nessuno si ricorda più del “piccolo Tommy” (chissà se qualcuno si ricorda il cognome del bambino Tommaso, e non del personaggio televisivo “piccolo Tommy”).
Non so perchè accada questo fenomeno di sciacallaggio mediatico. Una specie di voyeurismo morboso? Un bisogno di catarsi, di poter dire “meno male che non è successo a me”?
Boh…resta il fatto che è fastidioso (almeno per me), e soprattutto poco rispettoso di chi, suo malgrado, fa parte della notizia.


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