La lista dei detrattori del Codice si allunga ogni giorno di più: il Vaticano lo ha definito «un prodotto che non ha niente a che vedere con la fede», mentre l’Opus Dei ha chiesto alla Sony di disconoscere il film; l’Unione delle Chiese Battiste lo ha bollato di eresia, e la Chiesa Anglicana d’Australia ha speso circa 50.000 dollari per convincere i propri fedeli, attraverso una pioggia di volantini, della falsità delle teorie di Dan Brown.
A Singapore, la proiezione del Codice sarà preceduta da una clip di 20 secondi (La verità su Gesù) che spieghi il punto di vista ufficiale della Chiesa, in India è stata sospesa la distribuzione, mentre nelle Filippine 1000 manifestanti sono scesi in piazza per bruciare il best-seller di Dan Brown, dal quale è stato tratto il film.
Prendere spunto dalla cronaca è una cosa che mi piace particolarmente…vorrei capire perchè questo libro (e da venerdì anche il film) sta suscitando tutto lo scandalo accennato poco sopra.
Certo, la risposta più semplice è “per il tema che tratta”, ma mi sembra che “Il Codice Da Vinci” faccia bella mostra di sè nello scaffale dei romanzi, e non in quello dei saggi. Che sia quella nota presente nelle primissime pagine che afferma con altisonanza che tutte le cose descritte nel libro sono vere? Ma dov’è il problema? Dan Brown non ha inventato nulla di nuovo: quello di giurare “è tutto vero!” è uno stratagemma vecchissimo. Giusto per citare i primi due esempi che mi vengono mente, ne fa uso Manzoni nei “Promessi Sposi” e ne fa uso Ken Follett ne “La cruna dell’ago”. Ma forse per questo crediamo alla reale esistenza di Renzo, di Lucia o di Die Nadel?
E anche dove questo “artificio” non è esplicitato, esiste un “patto” tra il lettore (o lo spettatore) e l’autore: il patto che finchè quel libro resta aperto, finchè quella pellicola è proiettata sullo schermo, è tutto vero! E meno male che è così! Altrimenti dove finirebbero tutte le emozioni che un libro (o un film) ci regala? Finirebbero soffocate dalla realtà. Ma grazie a questo patto finchè leggiamo, finchè guardiamo, è tutto vero, e possiamo odiare il don Rodrigo di turno per le sue nefandezze o sperare che il signor Ethan Hunt riesca nella sua Mission Impossible, tanto assurda ma tanto reale per quelle due ore di proiezione.
Allora perchè tanto clamore per “Il Codice”? Perchè molta gente si è dimenticata di questo patto, perchè molta gente vi ha trovato un facile, facilissimo modo di osteggiare la Chiesa. Perchè in fondo in fondo, il signor Brown, per amplificare il suo successo, ha semplicemente fatto leva su una caratteristica tanto cara alla Chiesa e utile per guidare i greggi di pecore: l’ignoranza della gente.






