Non so come pormi nei confronti di questa notizia: negli USA, due ragazzi di 16 anni si sono scattati delle foto hard, le hanno trasferite sul pc di lei e mandate via email al pc di lui. Da lì le foto non si sono mai mosse, nè c’erano indizi che i due le avessero diffuse o avessero intenzione di farlo.
Eppure la polizia della Florida ne è venuta a conoscenza, e la ragazza è stata condannata per aver prodotto una fotografia che riproduce comportamenti sessuali di un minore (aka pedopornografia).
In casi come questi è facile lasciarsi andare a commentini maliziosi sui due ragazzi, “ragazza facile” a lei, “gran fortunello” a lui, “ma non avevano altro da fare?” a entrambi (commentini che io non condivido, sia chiaro). Ma qui il discorso è un altro: se davvero le foto non sono state divulgate in alcun modo, siamo in presenza di una incredibile violazione della privacy da una parte (tra l’altro riconosciuta da uno dei tre giudici), e dall’altra assistiamo alla classica ottusità degli organi giudicanti, perché io mi rifiuto di classificare un comportamento del genere nell’ambito della pedopornografia. Certo, potevano finire sulla Rete, per sbaglio o per volontà dei due “baby-criminali”, i due potevano litigare e la vendetta sarebbe stata a portata di mano…ma tutto questo non è successo, e mi pare che i processi si basino sui fatti e non sui se.
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