Dopo anni e anni di lavorazione, il portalone italia.it ha visto la luce qualche giorno fa.
Se consideriamo che eravamo in piena crisi di Governo e che i telegiornali non sono mai stati molto attenti a questo tipo di notizie, è facile capire perché la notizia sia passata in sordina.
Nonostante io non sia per nulla un esperto del settore (mi piace smanettare un po' e basta) ci sono delle cose talmente macroscopiche che perfino un non addetto ai lavori riesce a capire.

IL PORTALE
La prima cosa a cui andiamo incontro è una paginona di benvenuto con tanto di filmato Flash introduttivo. Peccato che le introduzioni in Flash siano considerate ormai da anni come una pessima cosa. Subito dopo il lancio del portale c'era un'introduzione bella lunga, ma ora è stata sostituita da una più veloce composizione animata di un'Italia pixellata. Ma è comunque una pagina di troppo.
Finalmente si riesce ad entrare nel portale. Il design è abbastanza fresco, ma anche qui ci sono troppe cose che non vanno.
Lo schermo è quasi completamente occupato da un'altra animazione Flash che si poteva benissimo evitare! Bisogna fornire al visitatore le informazioni molto in fretta, e dargli l'idea che i contenuti sono stati aggiornati...se per capire tutto questo bisogna scrollare la pagina, allora non va bene!
Inoltre provate a navigare un po' a casaccio nel sito e a guardare nella barra dell'indirizzo: url lunghissimi e del tutto incomprensibili; questo è un male non solo per i visitatori umani, ma soprattutto per l'indicizzazione nei motori di ricerca.
Un'occhiata al sorgente delle pagine e salta subito all'occhio che il layout del sito è a tabelle annidate. Chiunque abbia mai fatto un sito (anche amatoriale come questo blog) sa che il layout del sito deve essere strutturato sfruttando i div e il CSS. E se io ho imparato a farlo studiando un'oretta su html.it, non vedo dove stia la difficoltà per un gruppo di gente che fa queste cose come lavoro.
Per finire, ho provato ad accedere al sito in lingua inglese. Non so come spiegarlo, ma mi sembra che la traduzione sia davvero zoppicante e poco armoniosa. E' solo una sensazione però se la sento io che non sono madrelingua, figuriamoci un inglese di nascita...!
Tutto questo ci potrebbe anche stare, il sito è appena nato e la mole di informazioni da inserire è davvero enorme. Ma quello che dà da pensare è che ci sono voluti anni di sviluppo e la bellezza di 45 (quarantacinque) milioni di euro per realizzare il portale. Quarantacinque milioni di euro sborsati da chi? Sìììì, proprio da noi! Avete vinto un Mr. Green --> :mrgreen:

LOGO + SLOGAN
Penso che le parole non siano sufficienti per far capire quanto è brutto, poco chiaro, una vera schifezza.
Costo del logo: 80.000 (ottantamila) euro. Bastava chiedere a Mony e lei lo avrebbe fatto molto meglio e per molto meno :D
Lo slogan è un vero capolavoro di marketing: Italia, il Paese di qualità. Sembra la pubblicità di qualcosa che si mangia, più che di una possibile meta turistica. A questo punto potevano usare "Italia, popolo di santi, poeti e navigatori" o il sempreverde "Italians do it better".

REAZIONI
Come ho detto, la notizia del lancio di italia.it è passata in sordine sui mass media ma non nella blogosfera, dove si sono moltiplicati i commenti negativi: BluBlog, Kurai (che tra l'altro propone un concetto alternativo del portale davvero intrigante), Giovy, Napolux, Maxime e molti altri.
Per narrare le vicende del sito è nato anche un blog dall'eloquente titolo "Scandalo Italiano" e per porre rimedio allo scempio sono state create una petizione e un wiki (Ritalia). Una piccola nota personale guardando il wiki: vedendo così tanta gente del settore che si organizza per fare questa cosa mi mette un po' di tristezza...probabilmente è la strada che avrei voluto prendere io. Vabeh...il post è già lungo senza le mie paranoie. Spero di non essere stato troppo prolisso ;)


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