Ieri sera, smanettando su OKNOtizie, mi sono casualmente imbattuto in un bellissimo post di tale aghost, dedicato al suo gatto ma che può tranquillamente essere esteso a tutti i piccoli felini che abitano le nostre case.
In questo post sono scritte cose che solo chi ha un gatto può comprendere, comunque con il suo permesso lo riporto qui di seguito ![]()
Amo visceralmente i gatti. Non so perché. O forse si. Perché sono indipendenti, misteriosi, soprattutto non servili o gregari come i cani. Il gatto se ne frega, è fiero, non ha bisogno di nessuno.
Chi dice che i gatti sono ruffiani, e che fanno le fusa solo per avere da mangiare, sbaglia. Il gatto è discreto, ti osserva, ti fa compagnia senza essere invadente. Ama la tua presenza, a volte cerca proprio il contatto fisico e si accoccola sulle tue ginocchia, o sulla panza secondo la tua posizione del momento
Ogni gatto ha il suo carattere ben distinto, come noi umani.
Checché se ne dica, è molto intelligente: impara tutto ciò che gli serve, per esempio, tra i tanti, aprirsi le porte. Salta sulla maniglia, ci resta aggrappato mentre con le zampe posteriori spinge sullo stipite per aprirla. Tempo massimo 1 secondo e la porta è aperta
Il gatto è curiosissimo (altro segno inequivocabile di intelligenza), esplora in continuazione l’ambiente. Appena rientro con le borse della spesa, non faccio a tempo a posarle a terra che lui è già li che le ispeziona con la massima cura. E’ furbo: sa benissimo come guardarmi, o come miagolare, per farmi fare qualcosa. Perché vuole uscire, o perché vuole uno spuntino, o un pezzo di quello che sto mangiando.
Alle volte mi obbliga ad una penosa immobilità: non oso “disturbarlo” mentre mi dorme in grembo in poltrona, o sulla schiena, o tra le gambe quando sono a letto. A volte evito di rigirarmi per non turbare il suo sonno profondo, e così resto inchiodato nella stessa scomodissima posizione per ore, fino a che non ce la faccio più.
E’ terribilmente intrigante e misterioso il legame che il gatto stabilisce con l’uomo, una specie animale così diversa dalla sua: e non è, come affermano certe persone superficiali, mero opportunismo. Chi ha avuto dei gatti lo sa. C’è gente che è convinta di addomesticare un gatto, mentre è esattamente il contrario: è il gatto che addomestica noi.
Diventiamo proprio il suo domestico, il suo servitore: ci alziamo quando miagola, gli diamo da mangiare o da bere quando ha fame o sete, lo carezziamo quando ne ha voglia, lo facciamo giocare quando si annoia.
Siamo insomma sempre pronti a soddisfare ogni suo desiderio. Gli compriamo da mangiare, variando il menù per il timore che si stufi, acquistiamo le cucce più comode (e care), gli cambiano la sabbietta tutti i santi giorni perché lui possa fare le cacchine col massimo comfort.
Il mio gatto si fida di me. Lui fa una cosa in particolare che, secondo me, è straordinaria: quando cala dalla soffitta, aggrappandosi a ritroso sull’imposta della finestra, LUI ASPETTA che io alzi le braccia per prenderlo. Quando sente che l’ho afferrato bene, SI LASCIA ANDARE completamente e io lo poso dolcemente a terra. Se qualcuno ha mai provato a prendere un gatto da una qualsiasi posizione sopraelevata, capisce bene di cosa parlo: si impunta, si ribella, pianta le unghie, graffia, soffia, ti scortica le mani. Questa fiducia del mio gatto che si abbandona, mi lascia ogni volta sbalordito
Guardo il mio gatto e penso: forse non capirò mai cosa pensi davvero, ma sono contento che tu sia qui.
[da aghost]
[tags]cats, gatti, pets, aghost[/tags]
FORSE TI INTERESSANO QUESTI POST







