Un articolo apparso sull’inserto regionale pugliese di Repubblica del 3 settembre riporta una notizia, che può essere portata come esempio della massima “la legge è uguale per tutti, soprattutto quando si tratta di spillare soldi alla gente”.

Nel corso di una festa, organizzata da due associazioni no-profit in favore dei bambini vittime di Chernobyl, dei bambini hanno iniziato a cantare “Viva la gente” e un brano popolare bielorusso.
In quel momento…

nel locale si è affacciato un estraneo, che poi si è presentato come Dottor Disanto, il titolare dell’ufficio SIAE di Martina Franca (TA), perché nessuno dei bambini bielorussi aveva chiesto l’autorizzazione a esibirsi alla Società italiana degli autori e editori

Ai bambini bielorussi sarebbe stato contestato un reato previsto dall’art. 171 della legge n. 633/1941, per aver eseguito una “opera dell’ingegno senza preventiva autorizzazione dell’autore. Bielorusso”.
Bambini tra i 7 e i 12 anni. Che cantavano a una festa privata. Grottesco.

E’ ormai chiaro che la legge sul diritto d’autore non ha lo scopo di preservare l’arte, ma di soffocarla in nome della musica celestiale dei dindini.
D’ora in poi state attenti quando cantate sotto la doccia. Uomo avvisato…

AGGIORNAMENTO: ho trovato l’articolo sul sito di Espresso - Repubblica. I bambini hanno ricevuto una multa di 205 euro.


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