Una delle locandine del film

Una delle locandine del film


Titolo originale: The Dark Knight
Nazionalità: USA (2008)
Durata: 152 minuti
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Jonathan Nolan e Christopher Nolan
Interpreti principali: Christian Bale, Heath Ledger, Aaron Eckhart
Scheda IMDB: link
Scheda Rotten Tomatoes: link

Eccolo, finalmente. Dopo tanto parlare, tante supposizioni…eccolo: Il Cavaliere Oscuro, The Dark Knight, è approdato sugli schermi italiani.
Tempi duri, a Gotham. La mafia non ha un attimo di tregua, incalzata non solo da Batman (Christian Bale) e da James Gordon (Gary Oldman), ma anche dal nuovo Procuratore Distrettuale Harvey Dent (Aaron Eckhart).
Messi all’angolo, i criminali non possono fare altro che rivolgersi a un misterioso individuo che afferma di essere in grado di uccidere Batman (e “se sei in grado di fare una cosa, perché farla gratis?”): il Joker.

NOLAN FA ANCORA CENTRO
Inutile cercare di riassumere qui ogni sfaccettatura della trama, un po’ perché sarebbe ingiusto nei confronti di chi ancora non ha visto il film, ma soprattutto perché sarebbe difficile se non impossibile: come al solito, Christopher Nolan (Memento, The Prestige, Insomnia, lo stesso Batman Begins) trascina lo spettatore in un vortice di filoni narrativi, che nonostante la loro complessità si intrecciano alla perfezione in modo che nessun personaggio, nessuna scena, nessuna battuta appaia di troppo o “stonata”. Anzi, ogni scena e ogni battuta costituiscono un piccolo tassello del grande puzzle che è Il Cavaliere Oscuro.

Batman in trasferta a Hong Kong

Batman in trasferta a Hong Kong

Ed è proprio per questo che la durata del film (152 minuti) è stata additata come uno dei (pochissimi) difetti della pellicola. Effettivamente la parte relativa ad Harvey Dent e alla sua trasformazione in Due Facce avrebbe potuto essere risparmiata per il prossimo film, ma io non mi sento di dire che Il Cavaliere Oscuro sia “troppo lungo”…sicuramente è “molto lungo”, ma non perde mai, mai, mai mordente.

TECNICA PERFETTA
La realizzazione tecnica, poi, rasenta la perfezione. Ben sei scene sono state girate con la tecnica IMAX, ma in Italia non esistono sale predisposte per questa tecnologia e non sarà possibile godere della qualità superiore di questo tipo di proiezione.
Per non parlare della colonna sonora, affidata a due tipi che non sono esattamente gli ultimi arrivati: Hans Zimmer e James Newton Howard.
Gotham è una città vera, non solo perché gli effetti speciali sono ridotti al minimo, non solo perché sono state sfruttate zone poco “note” di Chicago, ma proprio perché è viva: i cittadini esistono, e hanno un ruolo primario, specialmente quando devono sottostare ai sadici “esperimenti sociali” del Joker (memorabile quello dei due traghetti).
Questo è probabilmente uno dei pregi maggiori del film: è tratto da un fumetto, ma non è “fumettoso”, è reale, le emozioni sono reali, le cicatrici di Batman restano sul corpo (e nello spirito) di Bruce Wayne.

WHY SO SERIOUS?
Ma soprattutto, è reale lui: il Joker.
Dal punto di vista del personaggio, il Joker è un criminale il cui unico scopo consiste nel seminare il caos, per dimostrare che sotto la patina del perbenismo ogni individuo è in realtà folle come lui.
Non si sa da dove viene, né si sa come si sia procurato le orribili cicatrici che gli sfregiano il volto: nei primi minuti del film, sembra quasi che questo mistero cada quando è lo stesso Joker a raccontare un aneddoto su quei tagli che gli provocano il suo perenne sorriso; salvo poi ricrederci quando l’aneddoto cambia completamente alla seconda ripetizione, e poi alla terza…Joker è semplicemente folle, lui stesso si defisce un cane che corre dietro alle macchine. Ed è proprio il tipo di villain che va tanto di moda ultimamente, un nemico che non si può identificare o inquadrare con precisione, e che proprio per questo fa ancora più paura.

Heath Ledger nei panni del Joker

Heath Ledger nei panni del Joker

Dal punto di vista della recitazione, il Joker è Heath Ledger.
Qualunque parola spesa per descrivere l’interpretazione dell’attore australiano sembrerà un inutile panegirico dovuto alla sua tragica scomparsa (occorsa all’inizio dell’anno, poco dopo la fine della lavorazione di questo film), ma c’è una sola parola per descriverla: perfetta.
Tutti i tic, la camminata dinoccolata, i frenetici movimenti della lingua, lo sguardo, quella risata tanto agghiacciante che non è stata neanche doppiata, la scena memorabile dell’ospedale (al contempo grottesca e terrificante)…è tutto per-fet-to. Se questo Joker non dovesse vincere un premio Oscar, non so cos’altro si dovrebbe fare per vincerlo.
Tutto merito dell’appassionato lavoro di “costruzione del personaggio” messo in atto da Ledger, che per un mese si è rinchiuso in una stanza di albergo per provare voci, espressioni, scrivendo perfino un diario. Lo stesso Ledger aveva dichiarato che il Joker è stato per lui “il personaggio più divertente da interpretare”, ma anche quello che lo ha “segnato di più”. Tanto che qualcuno ventila che ciò possa essere collegato ai problemi psicologici che lo hanno colpito e al suo (probabile) suicidio.

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