La tempistica è importante. In un momento scelto ad hoc, sufficientemente lontano dai clamori suscitati dal rilascio di Firefox 3 con annesso Guinness Record, e prima che si sollevi il polverone intorno a Microsoft Internet Explorer 8, Google decide di entrare prepotentemente nell'agguerritissimo mercato dei browser e lancia la sua ultima creazione: Chrome, disponibile per ora solo in versione beta e solo per Windows Xp/Vista.
Il lancio è stato accompagnato dall'ovvio comunicato stampa ufficiale, ma anche da un simpatico fumetto di una quarantina di pagine realizzato dagli sviluppatori, che spiega il perché e il come di Google Chrome in un modo più immediato e sicuramente meno noioso di un lungo testo scritto. Come sempre, lo scopo di Google è quello di innovare.
Viene spiegato nel fumetto che i browser sono nati per eseguire un compito molto semplice: visualizzare (iper)testi. Con il passare del tempo, le operazioni da svolgere sono diventate più avanzate, più complesse e quindi più pesanti in termini di risorse, ma i browser sono rimasti ancorati alla vecchia concezione, con un'architettura a processo singolo che si fa carico di ogni compito e con la conseguenza che il rallentamento di una singola operazione finisce con il rallentare ogni altra cosa (altri elementi della stessa pagina, e perfino altri tab del browser).
La vera rivoluzione di Google Chrome, seppur poco visibile agli occhi, sta proprio qui: ogni singolo tab è un processo, che esegue le varie operazioni in parallelo. Risultato: se un'operazione rallenta, non rallenta il resto della pagina, ma soprattutto se un tab rallenta o va in crash, non tira giù tutto il browser! La navigazione ne viene influenzata in maniera molto positiva, diventando velocissima (probabilmente anche grazie al nuovo interprete javascript, creato ex novo da Google).
Ogni tab, inoltre, può essere separato o accorpato a una finestra di Chrome semplicemente trascinandolo, e può essere tenuto sotto controllo mediante il task manager integrato, in modo da sapere sempre quanto sta pesando sulle prestazioni del computer.
Google Chrome è un progetto open source: è sempre il fumetto a spiegarci che a Google non dispiace se qualcuno prende pezzi di codice dal loro browser per rendere internet migliore, così come hanno fatto loro. In effetti, le ispirazioni sono giunte da più parti e sono piuttosto evidenti.
Il programma si apre molto velocemente, e la cosa che lascia subito più colpiti è l'ampiezza dell'area riservata ai contenuti: ci sono i tab, c'è la barra degli indirizzi...e basta, tutto il resto è dedicato alla visualizzazione delle pagine! E non è tutto, dal momento che si possono creare "collegamenti" a determinate pagine web, che da quel momento si comporteranno come vere e proprie applicazioni, eliminando perfino lo spazio dei tab e della barra degli indirizzi (qui un esempio con Gmail, nel riquadro rosso l'icona sul desktop).
La pagina iniziale di default è dinamica, e mostra i nove siti più visitati, i box di ricerca usati più recentemente, gli ultimi preferiti aggiunti e le ultime schede chiuse. È così comoda che dubito ci sarà bisogno di impostarne un'altra. La barra degli indirizzi, denominata omnibox, deve molto alla awesome bar introdotta in Firefox 3. Permette di aggiungere una pagina ai segnalibri in modo immediato, suggerisce risultati sia dalla cronologia che dai preferiti che da Google, ed è curata in ogni minimo dettaglio (basti pensare che per ogni indirizzo evidenzia il dominio principale!).
Altra caratteristica eccezionale della omnibar è la capacità di "catturare" i motori di ricerca dei siti che vengono visitati: se ad esempio avete eseguito una ricerca sul dizionario De Mauro, in seguito vi basterà scrivere "D" nella omnibar (l'iniziale, ad esempio sarebbe "A" per Amazon) e poi premere TAB per attivare la ricerca all'interno del sito.
Il download manager è molto curato, e soprattutto molto poco invadente, molto simile a quanto si ottiene in Firefox installato la famosa estensione Download StatusBar. Dal punto di vista della sicurezza, è presente il blocco delle pop-up, che vengono relegate in un angolo dello schermo, salvo essere "promosse" (leggi "autorizzate") semplicemente mediante trascinamento.
Il browser dovrebbe anche impedire al navigatore poco accorto di accedere a siti potenzialmente dannosi per il sistema, ma non avendo a disposizione link dove provare questa funzionalità, vado a fiducia...e in ogni caso, con Chrome risulta molto difficile danneggiare il computer, perché ogni tab viene eseguito a livelli di autorizzazione parecchio bassi; un eventuale applicativo maligno, per "raggiungere" il computer, dovrebbe scalare la gerarchia costituita da plugin/pagina/tab/browser. Una bella strada!
Per chi avesse bisogno di un po' di privacy extra, è disponibile anche la navigazione in incognito (da qualcuno maliziosamente ribattezzata "porn mode"), mediante la quale è possibile navigare senza memorizzare cronologia, cookie, cache e compagnia.
Una nota per le impostazioni, divise molto spiritosamente in "Impostazioni di base", "Piccoli ritocchi" e "Roba da smanettoni", per non parlare delle "Statistiche per nerd" incluse nel task manager.
In conclusione, seppure in fase beta Google Chrome mostra già le sue potenzialità e la filosofia sulla quale è basato: semplicità. Semplicità d'uso, ma anche semplicità delle funzioni, e quest'ultima cosa potrebbe far storcere il naso a chi è ormai abituato alla miriade di funzioni aggiuntive delle estensioni di Firefox (sfido chiunque a vivere senza FireGestures dopo averlo provato).
È comunque un progetto da tenere d'occhio...e a quando un Google OS?
(sì, questo post è stato scritto da Google Chrome
)
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