Scommetto che leggendo il titolo pochissime persone sanno cosa sia un "lettore di scambio", una figura professionale praticamente sconosciuta e che rischia di scomparire del tutto in nome del risparmio di denaro pubblico. Ma andiamo con ordine.
Il lettore di scambio è un docente straniero che, in virtù di un accordo tra l'Italia e il suo paese di origine, insegna in una università italiana. La dicitura "di scambio" dovrebbe far intuire che si tratta di un accordo bilaterale e che all'estero ci sia un docente italiano per ogni lettore presente in Italia. Ed infatti è così.
I lettori di scambio non sono tanti (si tratta di un centinaio di persone) e forse è per questo che nessuno li conosce. Però apportano un contributo fondamentale alla collaborazione internazionale tra le università e soprattutto alla didattica: ricevere un insegnamento di lingua da un insegnante madrelingua è un vantaggio impagabile, e questo vale anche per chi all'estero studia italiano con i lettori italiani. Nel corso dell'anno accademico appena concluso ho avuto proprio uno di questi lettori come docente di spagnolo, e devo dire che l'esperienza, nonostante gli otto mesi di stress e lavoro incalzante, è stata più che positiva: ho imparato (parecchio) e il mio spagnolo è migliorato (parecchio). E questa non è una sviolinata, visto che il voto me lo sono già preso ;p
La fortuna che ho avuto io, e molti altri miei colleghi, rischia di non potersi ripetere per gli anni a venire perché la figura del lettore di scambio è stata stralciata dalla Legge 133/08. Un ulteriore passo indietro per l'istruzione, nonché una decisione che potrebbe compromettere la presenza dei lettori italiani all'estero (e di conseguenza la diffusione della nostra lingua e della nostra cultura).
I lettori stranieri in Italia hanno pubblicato una lettera in cui chiedono di riflettere su questa decisione. La potete leggere qui sotto, ed è disponibile anche in pdf.
SCARICA IL FILE: comunicato_stampa_5_6_2009
LETTERA APERTA
Oggetto: cancellazione della figura del “lettore di scambio” nelle università italiane di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli (Federico II), Napoli L’orientale, Padova, Palermo, Pisa, Roma (Sapienza) e Roma Tre, del Salento, Torino, Trieste.
Mittente: Tutti i “lettori di scambio culturale” che lavorano in Italia nell’ambito di accordi bilaterali tra l’Italia e paesi europei e extracomunitari.
In un’era di internazionalizzazione, l’Italia chiude le porte ad un centinaio di docenti stranieri
Veniamo da tutte le parti del mondo: dall’Austria, dal Belgio, dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna, dalla Slovenia, ma anche da paesi più lontani come il Brasile, la Cina, il Messico, la Turchia per citare solo alcuni esempi.
Siamo un centinaio circa in tutt’Italia, siamo chiamati “Lettori di scambio”, perché siamo stati mandati in Italia nell’ambito di accordi culturali bilaterali tra l’Italia e il nostro paese, dopo aver superato una selezione nel nostro paese di origine. Docenti laureati inviati tramite le nostre rispettive ambasciate per insegnare la nostra lingua e trasmettere la cultura del paese d’origine, svolgiamo il nostro lavoro nelle università italiane da decenni (alcuni accordi storici risalgono agli anni ’40-‘50), mentre un centinaio di docenti italiani lavorano all’estero grazie a questi scambi.
Pochissime persone sanno della nostra esistenza. Essendo poco numerosi, non abbiamo visibilità presso l’opinione pubblica. Sarà per questo motivo che il governo Berlusconi, con l’art. 24 (“Taglia leggi”) della legge 133 (6 agosto 2008), ha abrogato le disposizioni della legge 62/1967, eliminando in un solo colpo, la figura del “lettore di scambio” in tutti gli Atenei italiani? E’ possibile che, per semplici motivi economici, delle convenzioni internazionali vengano interrotte in modo improvviso, senza alcuna preventiva informazione alle rappresentanze diplomatiche dei Paesi con i quali, da decenni, esistono accordi?
Questa legge avrà un gravissimo impatto sull’istruzione scolastica e universitaria: questa legge avrà come conseguenza una riduzione dell’insegnamento delle lingue, con il rischio di far scomparire completamente, per alcune università, lingue come l’ebraico, lo sloveno, il croato, il danese, il finlandese o il polacco.
Oltre alle attività didattiche (lezioni di lingua, letteratura, traduzione e storia culturale; tutorati, correlazioni di tesi, ecc.), il lettore di scambio ha sempre svolto un ruolo molto attivo nella promozione delle culture del suo paese, coordinando (o partecipando) anche a importanti iniziative, culturali e scientifiche, come convegni, progetti di ricerca, rassegne cinematografiche in lingua originale, seminari in varie discipline, mostre, concerti, coedizioni, traduzioni di autori italiani ecc. In molti casi, queste manifestazioni hanno visto la partecipazione di importanti personalità straniere e, non di rado, di istituzioni estere che, secondo le circostanze, hanno fornito aiuto e materiali utili all’allestimento di quelle stesse manifestazioni. Risaputa è, poi, la stretta relazione che intercorre fra i lettori di scambio e le istituzioni culturali straniere in Italia, come il British Council, l’Instituto Cervantes, il Goethe-Institut, l’Alliance Française e i consolati e le ambasciate presenti sul territorio italiano.
Ricordiamo ancora il prezioso apporto dato alla migliore conoscenza dei sistemi di studio vigenti all’estero, nonché delle modalità con cui studenti e ricercatori italiani possono avere accesso a borse di studio offerte dai paesi di origine dei lettori di scambio; l’opera di informazione e mediazione offerta agli studenti stranieri presenti in Italia; l’organizzazione di scambi culturali e linguistici fra scuole e Università italiane ed estere, ecc.
Il lettore di scambio ha sempre rappresentato un investimento nei rapporti culturali tra l'Italia ed il resto del mondo; se il Governo non rettifica questa legge, la sua eliminazione rappresenterà un gravissimo danno per i rapporti internazionali degli Atenei e va decisamente contro la politica di internazionalizzazione che molte università cercano di perseguire. Pare inverosimile che l’Italia voglia privarsi del contributo di una figura professionale per tanti aspetti fondamentale nel generale, indispensabile processo di internazionalizzazione. Non va neppure trascurata la caduta nel ranking mondiale delle università che l’eliminazione personale dei lettori fatalmente causerebbe, essendo il numero dei docenti stranieri un indice significativo preso in esame. L’Università di Bologna è l’unica università italiana ad essere tra le prime 200 università al mondo (al 193esimo posto) ed è proprio l’aspetto poco internazionale degli Atenei che li fa scendere nella graduatoria.
Ricordiamo anche che una tale misura potrebbe compromettere la posizione della figura corrispondente all'estero ovvero del lettore di scambio italiano, che contribuisce alla diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo. Le conseguenze dal punto di vista della credibilità delle istituzioni italiane all’estero non sono neppure trascurabili.
Per tutte queste ragioni, auspichiamo che il Governo voglia intervenire al fine di correggere un iter legislativo che minaccia di causare un gravissimo detrimento alle università italiane e chiediamo che la legge che ratificava gli accordi bilaterali sia rimessa in vigore.
Chiediamo che il Governo italiano ripristini la legge ingiustamente abrogata, valutando attentamente le gravissime conseguenze che questa decisione potrebbe avere sull’istruzione e sul prezioso patrimonio linguistico-culturale che rappresentano questi accordi nel caso in cui non volesse ripristinare le norme abrogate. Chiediamo anche che le università prendano una posizione chiara e comune a riguardo e facciano sentire la loro voce presso il MIUR, insistendo sui danni che la cancellazione di docenti stranieri provocherebbe.
I lettori di scambio culturale stranieri che lavorano presso gli Atenei italiani e firmano la lettera:
Hugues SHEEREN (Belgio) Università degli Studi di Bologna
Maria Pilar SORIA MILLÀN (Spagna), Università di Roma La Sapienza
Irene VOGT (Germania) Università di Roma La Sapienza
José Ángel GONZÁLEZ SÁINZ (Spagna) Venezia Ca’ Foscari
Zdravka KRPINA (Croazia) Università di Roma La Sapienza
Ruth MIGUEL FRANCO (Spagna) Università degli Studi di Padova
Ioana Valentina MURARUS (Romania), Università di Pisa
Mariko SAITO (Giappone) Università di Roma La Sapienza
Turid MANGERUD (Norvegia) Università di Roma La Sapienza
Luis María ROMEU(Spagna) Università degli Studi di Bologna
Francisco ESTÉVEZ(Spagna) Università degli Studi di Torino
Estrella ALTUZARRA (Spagna) Università del Salento
Karolina KOWALCZE (Polonia) Università degli Studi di Genova
Valentina NEGRITESCU (Romania), Università degli Studi di Milano
Urszula MARZEC (Polonia), Università degli Studi di Torino
Naomi HAYASHI,(Giappone) Università L'Orientale di Napoli
Geneviève ROLAND (Belgio), Università degli studi di Palermo
Ileana BUNGET (Romania), Università degli studi di Torino
Etsuko NAKAYAMA (Giappone) Venezia Ca’ Foscari
Yael MEROZ (Israele) Università L'Orientale di Napoli
Kristina JUNGE JØRGENSEN (Danemarca) Università di Roma La Sapienza
Cécile RICARD (Francia) Università degli Studi di Bologna
Anne PARIS (Belgio), Università degli Studi di Torino
Catherine LESEUL (Belgio), Università degli Studi di Messina
Luis Fernando BENEDUZI (Brasile),Università degli studi di Bologna
Ana LÓPEZ (Spagna) Università degli Studi di Torino
Miguel Ángel CESTAO LÓPEZ (Spagna) Università degli Studi di Milano
Brigitte RÜHRLINGER (Austria), Università di Pisa
Pierre MAXIME (Francia), Università di Genova
Alessandra FRICKE (Belgio), Università degli Studi di Firenze
Ilka WUNDERLICH (Norvegia), Università degli Studi di Milano
Eloi STEIN (Brasile) Università di Roma La Sapienza
Julio JIMÉNEZ (Spagna) Università di Bari
María del Carmen LLERENA DEL CASTILLO (Spagna) Università di Pisa
Lena DAL POZZO (Finlandia), Università degli Studi di Firenze
Antoni NOMDEDEU RULL (Spagna) Università L'Orientale di Napoli
Agnieszka STRYJECKA (Polonia) Università di Roma La Sapienza
Smykunova NATALIA (Russia) Università degli Studi di Firenze
Sanja PIRC (Slovenia) Università di Roma La Sapienza
Alexandra HERLAUT (Francia) Università di Napoli L'Orientale
Anna WEGENER (Danemarca) Università degli Studi di Firenze
Nicoleta NESU (Romania) Università di Roma La Sapienza
Afrodita Carmen CIONCHIN (Romania), Università degli Studi di Padova
Agnes LEITNER (Austria) Università di Bari
Assaf David KEDEM (Israele) Università degli Studi di Bologna
Jean-François PLAMONDON (Canada) Università degli Studi di Bologna
Hana BARONE (Repubblica Ceca) Università L'Orientale di Napoli
Marie LHUILLIER (Francia) Università degli Studi di Torino
Lorrain DUMENIL (Francia) Università di Roma La Sapienza
Irene C. SCHMIDT (Austria) Università degli Studi di Trieste
Goranka ROCCO (Germania) Università degli Studi di Bologna
Salomé VUELTA GARCÍA (Spagna) Università degli Studi di Firenze
Sarah KAMINSKI (Israele) Università degli Studi di Torino
Suzanne FERNANDEZ (Francia), Università degli studi di Cagliari
Renaud PASQUIER (Francia) Università di Bari
Raphaëlle DÉPRATS (Francia) Università degli Studi di Catania
Natalia ZHUKOVA (Russia) Università degli Studi di Firenze
Simon KROEGER (Belgio) Università degli Studi di Trieste
Talia GAZIT (Israele) Università di Roma La Sapienza
Maja CVJETIČANIN (Croazia) Università degli Studi di Padova
Lidia GOLATA (Polonia) Università degli Studi di Padova
Fabien MUSITELLI (Francia) Università degli Studi di Milano
Malika AKBI (Francia) Università degli studi di Palermo
Birgit BRAUN (Germania) Università di Genova
Dror BRISKIN(Israele) Università degli studi di Firenze
Matthias PRIKOSZOVITZ (Austria) Università di Venezia Ca’ Foscari
Rimma ROZHDESTVENSKAYA (Russia) Università di Roma La Sapienza
Agnès REES (Austria) Università di Roma Tre
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4 Responses to “Addio ai lettori di scambio”
Comments
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Ah eccolo!!!Bravo Vale, hai fatto benissimo a scriverlo!!!Dopo averlo tanto "odiato", ora sì che ci accorgiamo di quanto sia stato fondamentale Miguel…e pensa a quanto ci mancherà l'anno prossimo…
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Stanno molto bene in italia, perche non voglianno tornarsi in sua "madre paese".
Altri paese anno mandato via da molto tempo. Addio carissimi… -
Abbiamo i lettori di madre lingua ( contratto determinato) in ogni modo, senza " lettore di scambio".
Comme non butare nostri soldi statale dobbiamo pensare sempre.





