Generale


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Messenger Plus Live! è uno dei programmi più diffusi per la modifica e l’aggiunta di nuove funzionalità a Windows Live Messenger. Non solo il programma “base” offre un’amplissima gamma di opzioni, ma queste possono essere perfino incrementate attraverso gli script degli utenti.
Dalla versione 4.50 è stato aggiunto perfino il supporto alle skin, in modo da poter cambiare l’aspetto dei Windows Live Messenger senza dover operare pericolose modifiche dei file del programma. Oramai il database è piuttosto ampio, e vi sono designer che si distinguono per la qualità dei loro lavori (uno su tutti: Will Ingles). Ecco quindi una veloce carrellata delle dieci skin che ho trovato più interessanti.

Apple Live MessengerAPPLE LIVE MESSENGER
Ecco una skin dedicata agli amanti della mela morsicata, che vi fornirà il classico look&feel delle applicazioni Apple.
Leggera e ben curata in ogni dettaglio, è fornita anche di un pannello opzioni mediante il quale si possono togliere alcuni pulsanti meno usati (ad esempio quello per Windows Live Today) oppure aggiungerne altri che risultano utili ma che misteriosamente non sono previsti dall’interfaccia classica (uno su tutti il pulsante per il logout).
Compatibile sia con la versione 8.5 che con la futura 9.0 di Windows Live Messenger.
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La batmobile...in giardino!

La batmobile...in giardino!

Penso che dopo aver visto Batman Begins o il recente e spettacolare The Dark Knight, a chiunque sia passato per la testa, almeno per un secondo, il desiderio di fare un giretto sull’avveniristica Batmobile creata per i due film di Nolan, così differente da quella dei fumetti/cartoon o dei film di Burton. Più cattiva, oserei dire.
Bob Dullam, con una spesa che si è aggirata tra i 60.000 e i 70.000 dollari, ma soprattutto basandosi esclusivamente su foto e su quello che si può vedere nelle due pellicole, ha realizzato una riproduzione praticamente perfetta del mezzo di trasporto del cavaliere oscuro.
C’è da dire che Bob Dullam non è nuovo a questo genere di creazioni, e anzi con il suo socio Bob Causey realizza molte riproduzioni di ispirazione cinematografica. Uno sguardo alla galleria fotografica presente sul loro sito renderà l’idea della loro bravura. E lavorano anche su commissione…anche se i prezzi non sono specificati, dubito che siano abbordabili!

Un particolare del retroBob Dullam e le ruote

[fonte: No puedo creer que lo hayan inventado]

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Quando si dice che i nippi sono in grado di realizzare qualunque cosa…il video che state per vedere immortala la spettacolare fontana computerizzata situata nel centro commerciale Canal City di Hakata (in Giappone, ovviamente). È in grado di generare immagini e scritte grazie al preciso calcolo di uscita dell’acqua dagli ugelli posti in cima. Incredibile.

[via Attivissimo]

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Mi appresto a compiere una delle mie rare scorribande nell’infido terreno della discussione politica, ma l’evento è di quelli storici: i media nostrani hanno scoperto l’esistenza della stampa estera, e un paio di giorni fa ha rimbalzato in ogni dove la notizia secondo la quale il Newsweek, prestigioso settimanale del gruppo Washington Post, avrebbe pubblicato un articolo elogiativo nei confronti del Governo italiano guidato da Silvio Berlusconi, titolando Miracolo in 100 giorni (qui la traduzione).
Il primo fatto veramente divertente è l’improvviso interesse dei media italiani nei confronti della stampa estera, che fino a tre giorni fa non esisteva affatto, anche se nella realtà c’è sempre stata grande abbondanza di materiale riguardante l’Italia (come testimoniato da Visti da Lontano e Italia dall’estero, ad esempio); ma probabilmente riscuotevano poco interesse per il fatto di essere quasi tutti pareri negativi nei confronti delle scelte del Governo.
Ma ecco arrivare il fulmine a ciel sereno: un articolo che parla bene del Governo Berlusconi! E lo definisce addirittura “Miracolo”! Ma le cose stanno davvero così?

L’articolo del Newsweek non è un’appassionata incensazione di San Silvio. L’idea che si è cercato di far passare (specie in televisione, guarda il caso) è che il “miracolo” di cui parla l’articolo sia l’aver salvato l’Italia dal declino…e invece no! Il “miracolo” consiste nell’aver preso saldamente in mano le redini del potere di “una nazione apparentemente ingovernabile” raggiungendo “un tasso di popolarità del 55% – più alto del britannico Gordon Brown, del francese Nicolas Sarkozy o dello spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero”.
Inoltre, ha liberato Napoli dai rifiuti (non è scopo di questo post stabilire se sia vero o falso).
Per i nostri media, l’articolo del settimanale americano finisce qui: si rende ambigua la natura del “miracolo”, si parla del consenso, dei rifiuti di Napoli finalmente scomparsi (?) ed il pezzo è pronto.

Solo che ci sono altre cose. Ci sono anche le ombre.
Innanzi tutto il Lodo Alfano, che ha regalato l’immunità alle quattro alte cariche dello Stato, con i suoi annessi problemi di costituzionalità, di conflitto di interessi, che non sono passati inosservati ma “gli Italiani si sentono troppo poveri per prestarvi attenzione”.
Poi l’emergenza sicurezza, costruita cavalcando “la percezione dell’aumento dei crimini violenti (nonostante i dati dimostrino il contrario) e la supposta responsabilità degli stranieri”.
Infine l’articolo non lesina le precisazioni circa la difficilissima situazione economica del Paese, con una crescita (prevista dalla Bank of America per l’anno in corso) dello 0,5%, con le tasse più alte d’Europa (pari al 43%) a fronte di salari tra i più bassi, con un debito pubblico alle stelle.
I dubbi circa la capacità (o meglio, la possibilità) da parte di Berlusconi di risolvere questi problemi non sono per nulla sottintesi nell’articolo, e anzi viene sottolineato come il premier debba fare in fretta perché “gli Italiani ora lo seguono, ma quello che vogliono più di ogni altra cosa è la stabilità economica. Fare pulizia dei rifiuti e accanirsi contro gli immigrati non basta.”

Al di là dei pareri espressi dall’articolo, quello che più colpisce è il trattamento che ha ricevuto appena varcato il confine italiano: travisato e solo parzialmente diffuso, per dare l’idea che la testata statunitense si fosse prodotta in un appassionato panegirico del Silvio più famoso del mondo.
Una cosa del genere dovrebbe risultare fastidiosa per chiunque, a prescindere dalle proprie idee politiche.

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Cominciano a circolare le prime indiscrezioni circa la nuova versione di Windows Live Messenger 9, che dovrebbe raggiungere i nostri pc (almeno nella versione beta) entro la fine di settembre.

La nuova lista contatti

La nuova lista contatti

Le novità non sono molte in quantità, ma si preannunciano molto interessanti.
Inevitabile il classico restyling grafico, che non dovrebbe essere molto radicale ma solo mirato a integrare visivamente il programma con gli altri software del pacchetto Live. In questo ambito risulta curiosa la decisione di spostare a sinistra gli avatar (che da questa nuova versione potranno essere anche in formato gif animato!). Per i possessori di Windows Vista, inoltre, il programma offrirà tutti gli effetti grafici di Aero (trasparenze, transizioni e compagnia).
Sarà possibile accedere allo stesso account da più computer (fino a quattro), anche se non vedo assolutamente l’utilità di una feature del genere, anzi mi sembra quasi pericolosa.
Dopo Yahoo! Messenger, verranno aggiunte nuove compatibilità con sistemi di messaggistica estranei a Msn, nello specifico Gtalk, Aim, Icq.
Si potrà impostare un suono personalizzato per il proprio account, in modo da far capire “a orecchio” ai nostri contatti che stiamo entrando; inoltre la lista contatti verrà arricchita dai preferiti, una categoria speciale per i contatti che vogliamo avere sempre in cima.
La nuova finestra di conversazione

La nuova finestra di conversazione

I Gruppi verranno ribattezzati in Categorie, mentre il termine Gruppi verrà associato a una delle novità più interessanti della versione ventura di Windows Live Messenger.
Infatti i Gruppi saranno delle “stanze”, eredi delle multichat ma che si comporteranno come se fossero dei contatti: non scompariranno (a meno di essere eliminate manualmente, ovvio), ma appariranno online quando è online almeno uno dei componenti del gruppo; non solo: sarà possibile condividere file e altre attività con tutti i componenti semplicemente condividendoli con il gruppo.
Sempre sotto il profilo della condivisione, sarà introdotta la nuova applicazione PhotoShare, con la quale creare slideshow di immagini da commentare all’interno della conversazione.
Immancabili, infine, i soliti aggiornamenti che non provocheranno effetti visibili ma andranno a migliorare il funzionamento del programma, e un nuovo set di API per lo sviluppo di applicazioni esterne.

[via mess.be]

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La copertina del dvd

La copertina del dvd

Ci sono due fisici, un ingegnere aerospaziale e un astrofisico. Tutti e quattro sono dei geni, tutti e quattro sono un po’ nerd, tutti e quattro hanno problemi a relazionarsi con le donne. La loro vita viene ribaltata quando una ragazza molto carina si trasferisce sullo stesso pianerottolo dell’appartamento dove abitano i due fisici.
Se pensate che queste premesse non siano in grado di sorreggere una sit-com per 17 episodi, siate pronti a ricredervi. La sit-com in questione è The Big Bang Theory.
Leonard Hofstadter (Johnny Galecky) e Sheldon Cooper (Jim Parsons) sono i due fisici; Sheldon è stato un bambino prodigio, ha bruciato ogni tappa della sua formazione e per questo si trova spaesato anche nella più banale della situazione, come quella di ordinare al ristorante o di scegliere un posto dove sedersi.
Howard Wolowitz (Simon Helberg) è un ingegnere aerospaziale, ebreo, convinto di essere un grande casanova; l’astrofisico è Rajesh Koothrappali (Kunal Nayyar), indiano, talmente timido che non riesce a spiccicare neanche una parola con una ragazza (o in presenza di una ragazza, o di uomini particolarmente effeminati).
Penny (Kaley Cuoco, 8 Rules e Charmed) è la nuova vicina di casa di Leonard e Sheldon, della quale Leonard si innamora immediatamente e perdutamente.
Le gag che si producono in ognuno dei venti minuti che costituiscono ogni episodio (tra l’altro i titoli degli episodi sono sempre parodie di famosi principi scientifici) fanno letteralmente ribaltare dal ridere, ed è impossibile trovarne una da preferire alle altre. Certo, alcune battute vengono colte meglio se si ha una certa familiarità con la net culture, ma non è indispensabile.
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L\'applicazione su Appstore

L'applicazione su Appstore

Una delle famigerate Leggi di Murphy afferma qualcosa come “la bellezza di un oggetto è inversamente proporzionale alla sua utilità”.
Armin Heinrich ha deciso di fare suo questo assioma, sviluppando l’applicazione I am Rich e pubblicandola su AppStore, lo shop virtuale per le applicazioni iPhone.
Considerati i prezzi del terminale e degli onerosi abbonamenti che devono essere sottoscritti, iPhone costituisce già di per sé uno status symbol, ma I am Rich porta il concetto verso nuove vette; per entrare in possesso dell’applicazione, infatti, bisognava sborsare la bellezza di 999,99 dollari.
Uno potrebbe pensare che a un prezzo così esorbitante corrisponda qualche straordinario servizio, ma non è così. L’unico scopo del programma è quello di far comparire un rubino a tutto schermo, che può essere alternato alla scritta I am rich, I deserve it. I am good, healthy & successful. Tutto qui.
“Ridicolo”, dirà qualcuno. Eppure, prima che Apple rimuovesse l’applicazione dal sito in seguito all’ondata di proteste, ben otto persone hanno deciso di acquistare I am Rich. 8000 dollari, che andranno per il 70% nelle tasche dello scaltro Armin, e per il restante 30% nelle casse di Apple.
Perché lo abbiano fatto resta un mistero. Magari avevano bisogno di qualcuno che gli ricordasse quanto sia meritato il loro patrimonio.

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