Ispirandomi a questo post, ho deciso di realizzare anche io la mia personale classifica dei film del 2009.
Nell'immagine vedete quindi un film per ogni mese del 2009; devo precisare che mi sono basato solo sui film che ho effettivamente visto, quindi sicuramente per qualche mese potrebbe mancare un film più importante ma che per svariati motivi non sono riuscito a guardare (Star Trek, ad esempio).
Se dovessi designare un vincitore...sarei indeciso tra Up, The Hangover e The Men Who Stare At Goats.

Sanyutei Ryuraku

Sanyutei Ryuraku

Il rakugo (落語) è un'arte declamatoria giapponese. Il declamatore (落語家, rakugoka), vestito in abito tipico, è seduto su un cuscino al centro del palco e con il solo ausilio della sua voce, di un ventaglio (扇子, sensu) e di un piccolo telo (手拭, tenugui) racconta una storiella comica e/o satirica. Può prendere in giro i potenti ma non mancano le scenette sui tipi umani come l'avaro, il saccente, il nevrotico.

Descritto in questi termini, potrebbe anche non sembrare nulla di eccezionale, ma oggi in università abbiamo avuto l'occasione di assistere a un breve spettacolo di Sanyutei Ryuraku, uno dei più grandi rakugoka viventi, ed è stata un'esperienza veramente incredibile!
La maestria con cui il ventaglio diventava una coppia di bacchette per mangiare o una pipa, la magia che trasformava il telo in un borsello o in una tabacchiera, l'incredibile espressività dell'artista...non si possono esprimere con le parole. Il maestro ha interpretato una scena in giapponese con alcune frasi in italiano, perfettamente comprensibile anche a chi era digiuno della lingua (prova lampante della bontà della gestualità), e una scena appositamente tradotta in italiano.
Tutto preceduto da brevi presentazioni su alcuni dei tratti tipici del rakugo.

A chi volesse assistere a questa particolare forma d'arte potrebbe interessare lo spettacolo che avrà luogo a Firenze il 30 ottobre 2009, patrocinato dalla Associazione Iroha, che vedrà esibirsi proprio il maestro Sanyutei Ryuraku sia in giapponese che in italiano. Un'occasione imperdibile!

Nel video che segue potete vedere l'esibizione di un altro rakugoka. Anche non conoscendo la lingua, è possibile apprezzare l'espressività dell'interprete.
La storia narra di un padre che porta il figlio a una fiera, a patto che questi non faccia troppi capricci...

Immagine anteprima YouTube

Scommetto che leggendo il titolo pochissime persone sanno cosa sia un "lettore di scambio", una figura professionale praticamente sconosciuta e che rischia di scomparire del tutto in nome del risparmio di denaro pubblico. Ma andiamo con ordine.
Il lettore di scambio è un docente straniero che, in virtù di un accordo tra l'Italia e il suo paese di origine, insegna in una università italiana. La dicitura "di scambio" dovrebbe far intuire che si tratta di un accordo bilaterale e che all'estero ci sia un docente italiano per ogni lettore presente in Italia. Ed infatti è così.

I lettori di scambio non sono tanti (si tratta di un centinaio di persone) e forse è per questo che nessuno li conosce. Però apportano un contributo fondamentale alla collaborazione internazionale tra le università e soprattutto alla didattica: ricevere un insegnamento di lingua da un insegnante madrelingua è un vantaggio impagabile, e questo vale anche per chi all'estero studia italiano con i lettori italiani. Nel corso dell'anno accademico appena concluso ho avuto proprio uno di questi lettori come docente di spagnolo, e devo dire che l'esperienza, nonostante gli otto mesi di stress e lavoro incalzante, è stata più che positiva: ho imparato (parecchio) e il mio spagnolo è migliorato (parecchio). E questa non è una sviolinata, visto che il voto me lo sono già preso ;p

La fortuna che ho avuto io, e molti altri miei colleghi, rischia di non potersi ripetere per gli anni a venire perché la figura del lettore di scambio è stata stralciata dalla Legge 133/08. Un ulteriore passo indietro per l'istruzione, nonché una decisione che potrebbe compromettere la presenza dei lettori italiani all'estero (e di conseguenza la diffusione della nostra lingua e della nostra cultura).

I lettori stranieri in Italia hanno pubblicato una lettera in cui chiedono di riflettere su questa decisione. La potete leggere qui sotto, ed è disponibile anche in pdf.
(continua...)

Mi sono sempre domandato come sia composto il pubblico di V for Vale, e quale occasione più adatta di un bel sondaggio domenicale per scoprirlo :mrgreen:
La domanda è semplice, le risposte anche...vediamo i risultati!

Tags: sondaggi, Vale

I tagli all'università [corriere.it]

I tagli all'università (corriere.it)

Onda. Sembrerebbe sia questo il nome che è stato affibbiato al movimento di protesta contro le "riforme" del sistema scolastico e universitario italiano. Il nome è importante, serve ai media per incasellare la realtà, renderla più comprensibile e creare veri e propri tormentoni. E allora perché non dovrei approfittarne anche io? Qualcuno ha insistentemente provato a suggerire "comunisti", ma alla fine ha prevalso Onda. Mi piace, sa di qualcosa di pulito che si muove e non sta mai fermo.
La mia partecipazione alla giornata di oggi non era partita sotto i migliori auspici: nonostante sia più che abituato alle levatacce, questa volta Figaro ha fallito (sì, ho "Il Barbiere di Siviglia" come sveglia) e ho dovuto dare prova della mia ormai pluriennale esperienza nel campo del "getting ready in ten seconds" per prendere il treno un'ora dopo quello programmato, grazie anche al solito ritardo delle Ferrovie Nord...ogni tanto torna utile!
Arrivato a Cairoli decisamente prima del gruppo della mia facoltà, ho potuto assistere a scene veramente degne di nota: l'Accademia di Brera in versione pagliaccio, tutti con il naso rosso, un liceale che ha chiesto al fotografo che stava immortalando il suo gruppo "la prego signor fotografo, dica alla stampa che non siamo violenti" (una richiesta scherzosa ma anche una verità)...e la gente. Tantissima gente.
Verso Cairoli

Verso Cairoli

In mezzo alla calca, trovo finalmente il mio gruppo. Si chiacchiera, si aspetta che parta il corteo. Il freddo aumenta, inizia a piovere e il corteo muove i primi passi sotto la pioggia battente e, perfino, qualche chicco di grandine. Ma dopo pochi minuti la pioggia smette, spunta perfino un timido sole e il corteo prosegue verso la gigantografia di Garibaldi+MonicaBellucciSeminuda che campeggia davanti al Castello Sforzesco.
Si chiacchiera tanto del più e del meno quanto del motivo per cui una tale marea si trovi per le strade di Milano. Si osservano gli striscioni (alcuni a dir poco geniali). Si cantano i coretti che partono da più punti della folla, tra i quali mi preme ricordare "Ci pensiamo noi all'economia: Gelmini in miniera, Tremonti in fonderia!" perché mi ha fatto ridere per dei minuti, e "Nessuna mediazione: salviamo l'istruzione" perché era quello della mia facoltà :grin:
Di sicuro non manca l'inventiva: si va da moderni Guy Fawkes (foto di Dario) a filosofi in scadenza, citazioni di Tacito (Ubi solitudinem faciunt pacem appellant, dove fanno il deserto quello chiamano pace), il santino della "Beata Ignoranza" (vi lascio immaginare chi raffigurava), e il classico "chi non salta...", alquanto pericoloso se eseguito su una pavimentazione stradale scivolosissima!
Momenti di grande divertimento anche quando in direzione di una signora che stava applaudendo da un balcone parte il grido "venga con noi, signora venga con noi, venga con noi" e qualcuno la incita "signora salti che la prendiamo al volo!" (era al terzo piano, ndV).
Menzione d'onore per gli slogan a tema delle varie facoltà (grazie Dario per le foto): i chimici reagiscono, i biotecnologi sono in fermento, ctrl+alt+canc arrestiamo il sistema, i matematici contano, Agraria inalberata e ora sono cavoli amari, Medicina c'è...ci sarà?, i fisici fanno resistenza, i fisici si oppongono alla gravità (della legge)...e sicuramente molti altri, era impossibile vedere tutto.
Verso Piazza Duomo

Verso Piazza Duomo

L'arrivo in piazza Duomo, infine, è stato qualcosa di sconvolgente: a malapena si vedeva il pavimento della piazza, e ho poi appreso dai giornali che quando sono arrivato io (circa l'una) il gruppo si era già diviso in più parti!
Una sola cosa è mancata: la violenza. Escludendo un paio di cori un po' troppo coloriti (linguisticamente, non politicamente) e qualche imbrattatore di muri, non credo ci siano aspetti negativi da sottolineare. E questo è importante, perché i media tendono sempre a "dimenticare" una parte della notizia quando possono dare in pasto al pubblico quello che il pubblico si aspetta. Scene di violenza e tafferugli, in questo caso.
Quanti eravamo? Gli organizzatori dicono duecentomila. La Questura, che io sappia, non ha fornito stime. Ma io so quanti eravamo: tanti, tantissimi.
 

Quanto costa l'ignoranza? Futuro 

Una delle lezioni in Piazza Duomo, Milano

Una delle lezioni in Piazza Duomo, Milano

A meno che non viviate sulla montagna del sapone, sarete certamente a conoscenza delle proteste che stanno dilagando in tutta Italia contro la cosiddetta "Riforma Gelmini", la quale si propone di modificare il nostro sistema scolastico.
Non ho intenzione, ora, di trattare ogni punto di questa riforma (anche se probabilmente nei prossimi giorni scriverò qualcosa sulle classi di isolamento inserimento proposte dalla Lega Nord); mi piacerebbe però spendere due parole sulla parte che mi interessa più da vicino, cioè quella che andrà a colpire l'università.
Sì, l'università che in un primo momento "non capisco le proteste, l'università non verrà toccata dalla riforma", ma poi "eh ma sono modifiche giuste e razionali" (prima non ci sono, poi compaiono e sono pure buone, miracolo!).
Non voglio imbarcarmi nell'ennesima disanima degli effetti dei tagli, ma analizzare alcuni aspetti che mi hanno colpito particolarmente.
(continua...)

Ho approfittato di questo periodo di relativa calma (relativa perché volente o nolente sto già studiando per settembre) per dedicarmi a un paio di cosucce che avevo in stand-by da tempo.
Usando una terminologia un po' altisonante, potrei dire che ho ampliato il mio "network"; con una metafora, potrei dire che ho aperto delle "succursali"; insomma, ho creato altre versioni di V for Vale, ciascuna con un suo perché...

MOBILE EDITION
Nulla di particolare, semplicemente una versione di questo blog adatta alla visione da cellulare (o da iPhone, per chi ne possiede uno), creata grazie al servizio di Mofuse. Nulla di eclatante, ma se proprio non riuscite a stare lontani da questo sito potrebbe essere la soluzione :grin: l'indirizzo è http://m.ilvale.net

MSN VERSION
Non sapevo se inserire anche questo sito nella lista. Si tratta del mio Windows Live Space, l'accesso è ristretto alla mia lista contatti e non ci scrivo poi così tanto perché la trovo una piattaforma scomodissima. Ma per dovere di completezza eccolo: http://vforvale.spaces.live.com

SPEED EDITION
Dopo essere stato subissato dalle lodi rivolte al servizio di Tumblr, mi sono finalmente deciso ad aprire un tumbleblog o, come preferisco chiamarlo, uno speedblog. Niente post lunghi, niente ragionamenti, una serie di segnalazioni serie o divertenti, immagini, citazioni. Per chi volesse qualcosa di simile a un blog, ma meno impegnativo, è la scelta ideale. L'indirizzo? http://speed.ilvale.net (disponibile anche in versione mobile).

PHOTOBLOG EDITION
Il recente acquisto di una fotocamera digitale, mi ha spinto ad aprire anche una sezione "fotografica" del blog. Essendo alle prime armi non ci sono scatti epici, ma spero di migliorare col tempo. http://photoblog.ilvale.net

È logico che tutti questi modi differenti di "espressione" non saranno compartimenti stagni, quindi sarà probabile (quasi certo, direi) trovare gli stessi argomenti visti da diverse angolazioni...boh devo ancora pensare bene a questo aspetto. Intanto ho fatto la segnalazione, e ogni consiglio è ben accetto :lol: