Tra poche, pochissime ore andrà in onda il primo episodio della sesta stagione di Lost, il telefilm che (volenti o nolenti) ha rivoluzionato il mondo dei telefilm.
Ovviamente parliamo della ABC, degli Stati Uniti. Ma per la prima volta l'industria sembra aver capito che il modo più semplice per evitare i classici metodi "alternativi" di fruizione degli show in tempo reale con gli States è...fornire canali legittimi attraverso i quali si possa fruire degli show in tempo reale con gli States! Così non solo le puntate di Lost andranno in onda su Sky a pochi giorni di distanza (come già accade per FlashForward, l'erede designato dello stesso Lost), ma saranno messe a disposizione in streaming (lingua originale e sottotitoli italiani) da Telecom, che ha approntato il sito http://lost.cubovision.it/. Il costo di ogni puntata sarà di 1,99 euro e saranno disponibili anche le puntate delle stagioni precedenti, a 0,99 euro.
Qualcosa sembra muoversi, finalmente. Aspettiamo con ansia lo sbarco dei telefilm su iTunes, che potrebbe decretare una volta per tutte il successo del canale di distribuzione digitale anche per i telefilm.

Per ingannare l'attesa, potete deliziarvi con un piccolo easter egg che è stato scovato sul sito di viaggi Kayak.com.
È importante essere nella versione USA del sito (si può selezionare in alto a destra), cercare un volo di sola andata da Sydney a Los Angeles per il giorno 22 settembre 2010...e magia! Ecco un volo Oceanic Airlines, per la modica cifra di 4839 dollari!
Inutile spiegare cosa sia la Oceanic Airlines, famigerata compagnia aerea fittizia protagonista di Lost (e di altri film/telefilm, un po' come la ZNN), ma forse non tutti si accorgeranno che il 22 settembre è la data di trasmissione del primissimo episodio di Lost...correva il lontano 2004!

Ispirandomi a questo post, ho deciso di realizzare anche io la mia personale classifica dei film del 2009.
Nell'immagine vedete quindi un film per ogni mese del 2009; devo precisare che mi sono basato solo sui film che ho effettivamente visto, quindi sicuramente per qualche mese potrebbe mancare un film più importante ma che per svariati motivi non sono riuscito a guardare (Star Trek, ad esempio).
Se dovessi designare un vincitore...sarei indeciso tra Up, The Hangover e The Men Who Stare At Goats.

Sì proprio lei, la bambina che interpretava la figlia minore della numerosa famiglia che dava il titolo alla sitcom.
Forse non tutti sanno che il nome della piccola attrice è Keshia Knight Pulliam...e che ora non è più tanto piccola!
Si è laureata in Sociologia nel 2001, ha lavorato come modella e solo ultimamente si è riavvicinata al mondo dello spettacolo.
Ma ora ditemi: l'avreste mai riconosciuta?

[fonte: Blog a Puntate]

Titolo originale: The Hangover
Nazionalità: USA (2009)
Durata: 100 minuti
Regia: Todd Phillips
Sceneggiatura: Jon Lucas e Scott Moore
Interpreti principali: Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis
Scheda IMDB: link
Scheda Rotten Tomatoes: link

What happens in Vegas stays in Vegas, si legge sulle magliette. A parte l'herpes, aggiunge il futuro suocero di Doug (Justin Bartha, National Treasure) mentre gli consegna le chiavi della preziosa Mercedes d'epoca, mezzo designato per recarsi a Las Vegas gli amici Phil (Bradley Cooper, Yes Man) e Stu (Ed Helms, Notte al Museo 2) e Alan (Zach Galifianakis, Into the Wild), il fratello della sposa. Obiettivo: celebrare il più folle addio al celibato della storia, una notte che questa combriccola così stramba non potrà mai dimenticare. Queste sono le premesse di Una notte da leoni, ultima fatica di Todd Phillips (Road Trip, Starsky & Hutch).
Peccato che qualcosa vada storto, e la mattina successiva gli occupanti della costosissima suite, completamente devastata, sono una tigre, una gallina, un bebè...e solo tre dei quattro amici: Doug, lo sposo, risulta disperso e a causa dei postumi di una sbornia epocale (il famoso hangover del titolo) nessuno sembra in grado di ricordare cosa diavolo sia successo nelle ore precedenti.

Il regista conferma che "Una notte da leoni" è proprio questo, "un film su un party di addio al celibato in cui non si vede il party". E, fidatevi, non si vede davvero mai: accompagnando i tre "superstiti" nel loro viaggio sullo sfondo di una Las Vegas insolitamente diurna, nel tentativo di ricostruire l'accaduto, sentiremo racconti, vedremo foto, video di sorveglianza...ma mai qualcosa di più. Sembra impossibile, ma tutto questo funziona a meraviglia: si viene catapultati nel pieno dell'emergenza nei primi secondi del film, e da lì non si smette di ridere per un solo secondo.

A una notte che non dimenticheremo mai

A una notte che non dimenticheremo mai

Gli attori, non particolarmente conosciuti, danno vita ad un'incredibile alchimia e si calano alla perfezione nei rispettivi personaggi: Phil, il belloccio che ha dovuto mettere la testa a posto troppo presto; Stu, il dentista nevrotico; Alan, il bambinone un po' strano. Ecco, se dovessi assegnare a qualcuno il titolo per la migliore interpretazione, non avrei dubbi circa Zach Galifianakis: lo sguardo perso nei suoi pensieri, frasi che escono seguendo chissà quale filo logico e una presenza che in certi momenti (sfiorando l'eresia) si potrebbe assimilare a John Belushi, è lui la scintilla che fa esplodere gran parte dei momenti di ilarità del film.

Ormai dovrebbe essere chiaro: "Una notte da leoni" fa ridere tanto, tantissimo.
Non c'è nulla che non si guadagni almeno una battuta politicamente scorretta: i gay, i neri, gli asiatici, le donne, l'Olocausto, quest'ultimo protagonista di una delle battute più belle di tutta la pellicola. Del resto, come ci insegna Spinoza.it, ridere su un problema non necessariamente significa sminuirlo.
I palati più delicati potranno storcere il naso all'apparire di scene di nudo, profilattici usati, fellatio, ma non c'è niente da fare: è tutto così divertente che qualche eccesso si può perdonare...anche quell'ordinanza che vieta ad Alan di avvicinarsi alle scuole, in cui qualcuno ha voluto vedere una sorta di apologia dei molestatori ma che credo sia solo una cosa buttata lì per aumentare la stranezza del personaggio.

Tra le cose assolutamente da segnalare rientrano la piccola parte per Heather Graham, dolce mamma (e spogliarellista), una citazione di Rain Man che vi farà piangere dal ridere, e il cameo di Mike Tyson, ampiamente spoilerato nel trailer: pessimo attore, pessimo cantante ma nonostante tutto godibile...specialmente quando mima l'assolo di batteria di In the Air Tonight prima di sferrare uno dei suoi colpi micidiali.

Dustin Hoffman?

Dustin Hoffman?

Qualche difetto? Sì.
Innanzitutto, come è normale, alcune scene non sono riuscitissime: la parte nella stazione di polizia, in cui i tre malcapitati vengono usati come cavie per mostrare ai bambini il funzionamento del taser, è un po' troppo lunga e i poliziotti sono un po' troppo folli e surreali; anche la parte con l'effeminato capetto cinese (Ken Jeong) non è riuscitissima, pur strappando comunque più di una risata...e poi non capisco chi è il genio che in ogni film decide di far doppiare i personaggi stranieri in un modo così osceno. Il film paga pegno anche per il finale, un po' scontato e buonista.

In secondo piano, la traduzione italiana del titolo non è il massimo, soprattutto perché sposta l'attenzione dal "dopo" (il già citato hangover) al "prima" (la notte); però bisogna riconoscere che non esiste in italiano un termine equivalente, o meglio esiste ma dubito che un film intitolato "Il doposbronza" avrebbe avuto lo stesso appeal.

Un film riuscitissimo, dunque, talmente riuscito che è già stato messo in cantiere un sequel (anche se non ho idea di come si possa tirare fuori un seguito da questo film). Consigliato vivamente: guardatelo e non ve ne pentirete. E non osate perdervi i titoli di coda!

Immagine anteprima YouTube

Grazie ad Akille scopro un cortometraggio di qualche anno fa dal titolo "Basette", regia di Gabriele Mainetti.

Ambientato a Roma, il corto presenta la storia di Antonio (Valerio Mastandrea), taccheggiatore fin dalla tenera età con il mito di uno dei più grandi successi degli Anni Ottanta: Lupin III. Nelle sue scorribande è affiancato da "Jigen" (Marco Giallini) e Goemon (Daniele Liotti), né potrebbero mancare l'ispettore Zenigata (uno spettacolare Flavio Insinna) e la bellissima Fujiko (Luisa Ranieri).

Nonostante Repubblica lo definisca un "corto parodia", a me sembra più un omaggio al ladro gentiluomo nato dalla fantasia di Monkey Punch. Un omaggio ben riuscito, per di più: guardate e giudicate voi stessi.

http://www.vimeo.com/3870163

Ultima coppia di sondaggi prima della grande serata degli Oscar!
Ci dedichiamo alle candidature per la miglior attrice protagonista e per la miglior attrice non protagonista.
Il Dubbio, in questo caso, si accaparra ben tre nomination sulle dieci totali di queste due categorie.

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Terzo appuntamento con i sondaggi dedicati alla notte degli Oscar.
Questa volta ci dedichiamo alle candidature per il miglior attore protagonista e per il miglior attore non protagonista.
Inoltre i film candidati hanno iniziato ad invadere massicciamente le sale italiane, quindi è ora possibile farsi un'idea più dettagliata su ciò di cui stiamo parlando.

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