Scommetto che leggendo il titolo pochissime persone sanno cosa sia un "lettore di scambio", una figura professionale praticamente sconosciuta e che rischia di scomparire del tutto in nome del risparmio di denaro pubblico. Ma andiamo con ordine.
Il lettore di scambio è un docente straniero che, in virtù di un accordo tra l'Italia e il suo paese di origine, insegna in una università italiana. La dicitura "di scambio" dovrebbe far intuire che si tratta di un accordo bilaterale e che all'estero ci sia un docente italiano per ogni lettore presente in Italia. Ed infatti è così.

I lettori di scambio non sono tanti (si tratta di un centinaio di persone) e forse è per questo che nessuno li conosce. Però apportano un contributo fondamentale alla collaborazione internazionale tra le università e soprattutto alla didattica: ricevere un insegnamento di lingua da un insegnante madrelingua è un vantaggio impagabile, e questo vale anche per chi all'estero studia italiano con i lettori italiani. Nel corso dell'anno accademico appena concluso ho avuto proprio uno di questi lettori come docente di spagnolo, e devo dire che l'esperienza, nonostante gli otto mesi di stress e lavoro incalzante, è stata più che positiva: ho imparato (parecchio) e il mio spagnolo è migliorato (parecchio). E questa non è una sviolinata, visto che il voto me lo sono già preso ;p

La fortuna che ho avuto io, e molti altri miei colleghi, rischia di non potersi ripetere per gli anni a venire perché la figura del lettore di scambio è stata stralciata dalla Legge 133/08. Un ulteriore passo indietro per l'istruzione, nonché una decisione che potrebbe compromettere la presenza dei lettori italiani all'estero (e di conseguenza la diffusione della nostra lingua e della nostra cultura).

I lettori stranieri in Italia hanno pubblicato una lettera in cui chiedono di riflettere su questa decisione. La potete leggere qui sotto, ed è disponibile anche in pdf.
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Digo!Stando a un articolo apparso su corriere.it, l'enunciato del titolo dovrebbe stare per "Figo! Ci vediamo al pub". Sarebbe infatti scritto nel nuovo gergo dei ggiovani, che non perdono neanche tempo a premere asterisco (sui Nokia, gli altri cellulari non so come siano, per non citare l'odioso iTap di Motorola) per scorrere le parole del T9, e che quindi lasciano la prima parola suggerita dal software. Simpatico espediente che si va a sommare agli abomini di k, x e compagnia, infilati qua e là per rientrare nel limite dei 160 caratteri.
Considerando che né io né (fortunatamente) nessuna delle persone che conosco sembriamo vittime di questa nuova moda, o sono vecchio e conosco solo gente vecchia oppure l'articolo le spara un po' grosse.
Certo, qualche vi al posto di ti capita, ma da lì a scrivere un intero messaggio in quella maniera :shock: io ormai sono così in armonia con il mio T9 che so anche quante volte premere asterisco per ottenere una data parola e posso scrivere alla cieca :cool:

Pare comunque che l'articolo si basi sulla ricerca di tale David Crystal, esperto di linguaggio all’università gallese di Bangor, che studia questo fenomeno e sta perfino approntando un dizionario T9-inglese...non avendo scambi di sms con gente inglese non posso dire se questa "moda" sia davvero così diffusa o se sia stato semplicemente ingigantito il semplice presentarsi di questi "errori di distrazione da T9".

La nostra lingua è minacciata da così tante parti (fretta, abbreviazioni, Luca Giurato) che inventare nuovi fronti è abbastanza inutile :razz:

Sono ormai diversi giorni che mi imbatto in gente che ha sostenuto questo test per "scoprire" quale sia la religione che più si avvicina al suo modo di pensare.
Fermo restando che non può di certo essere un test a stabilire certe cose, ecco i miei risultati (vi risparmio le barrette percentuali che servono solo a rubare spazio):

You scored as Agnosticismo

Il tuo risultato è... agnostico.
Sei un agnostico. Sebbene è generalmente riconosciuto che gli agnostici non credono nell'estistenza di Dio nè nella sua non esistenza, è possibile per un agnostico essere anche deista o ateo. In realtà gli agnostici non conoscono nè pretendono di sapere se Dio esiste o no, ma possono ammettere che qualcun'altro lo sappia. Un agnostico intellettualmente onesto si schiererebbe su questa posizione, dato che non ha più prove per giustificare l'impossibilità di conoscere Dio di quante ne abbia della sua esistenza.

Posso dire che, anche se io stesso non sono ancora completamente sicuro al riguardo, il test è riuscito a "indovinare" il mio pensiero.

E ora, per evitare di rimanere troppo a lungo su temi elevati, un piccolo appunto per cui non mi sentivo di scrivere un intero post: quasi quasi (sottolineo comunque il "quasi") potrei seguire Amici solo per lei *_* che occhi...!

Mi trattengo dal parlare ancora dell'inutile scandalo che ha suscitato l'articolo di Panorama sui videogiochi violenti e per evitare di scrivere un ennesimo post al riguardo, ho aggiornato quello iniziale con un paio di link interessanti.
Ma veniamo a noi. Non sono molto interessato alla politica, quel tanto che basta per capire che le mie idee rientrano in quelle dello schieramento opposto a quello di Fini :D però ho sempre pensato che tra i vari politici, Fini sia uno di quelli più intelligenti e adatti al ruolo (mi ispira un sacco anche Veltroni, e Fassino sarebbe perfetto come leader se non avesse la faccia che ha, ma questo è un altro discorso).
Il presidente di AN ha rilasciato un'intervista a Panorama, in cui prospetta l'insegnamento del Corano come materia facoltativa nelle scuole:
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Sembra che le autorità scolastiche della Nuova Zelanda abbiano deciso di considerare valide le abbreviazioni-da-sms© anche nei test e nei compiti scolastici.
Le reazioni sono state chiaramente contrastanti: c'è chi accoglie la trovata come una necessaria modernizzazione della lingua e chi vorrebbe che a scuola si continuasse a scrivere "normale"
Considerando quanto gli italiani siano amanti di queste "violenze" nei confronti della nostra lingua, con k piazzate qua e là e strafalcioni grammaticali che fanno rivoltare nella tomba Dante, Petrarca e Manzoni contemporaneamente, e considerando anche quanto i nostri politici siano usi a proporre leggi inutili...prevedo che prima o poi un'idea del genere salterà fuori anche qui.
Abbiamo una delle lingue più belle del mondo e ce la vogliamo giocare accettando i tvukdb e i cmq nei temi in classe?

[fonte: telefonino.net]

Qualche giorno fa ho parlato dell'ennessima catilinaria lanciata contro il mondo dei videogiochi: una famiglia che addossa la responsabilità di un parricidio a GTA, videogioco preferito del giovane omicida.
Oggi su Punto Informatico appare il resoconto di una ricerca che in un certo senso rende giustizia ai videogiochi: se da una lato si afferma che la fruizione dei videogiochi nel corso della settimana causa un calo del rendimento scolastico dei pargoli, dall'altro si ipotizza una loro introduzione tra i metodi di insegnamento. Del resto, è risaputo che i videogiochi hanno un effetto benefico sui riflessi e sulle capacità di ragionamento, e non sono solo un rincoglionimento una perdita di tempo come molti credono.
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