Il fondale del concerto illuminato dai faretti

Il fondale del concerto illuminato dai faretti

Se qualche anno fa qualcuno mi avesse predetto che prima o poi sarei andato a un concerto metal, gli avrei quasi sicuramente riso in faccia. Poi arrivò Lola, che letteralmente mi aprì un mondo che mai avrei immaginato di apprezzare: Sonata Arctica, Blind Guardian, Within Temptation…e soprattutto Nightwish. Nonostante i suoi tentativi, però, i gruppi tendenti al growl o allo scream non mi andavano proprio giù…questo finché non mi ha fatto conoscere gli Epica, che hanno piano piano scalato la mia classifica personale fino a guadagnarsi un posto d’onore nel mio piccolo Olimpo.
Ieri è stata la prima volta che li ho visti dal vivo.

Tragedia sfiorata
Come sempre, quando si tratta di andare a Milano e tornare di notte, i 40km che separano Como e il nostro capoluogo sembrano 400; l’unico appiglio è il treno di mezzanotte e mezza. Ok, mi dico, va più che bene. Ma qualche giorno dopo aver comprato il biglietto (piccolo appunto: bello il nuovo colore dei biglietti di TicketOne!) ecco la sorpresa: sciopero Trenitalia!
Andare in auto nella zona dell’Alcatraz mi viene sconsigliato da praticamente tutti quelli a cui chiedo informazioni (parcheggiando lì non si sa come, e soprattutto se, si trova l’auto al proprio ritorno).
Tutti i miei piani saltano, annullo perfino la mia partecipazione all’evento su Facebook (haha), scrivo a Lola e a Mirella che non vado…e sì, mi deprimo un bel po’ anche se cerco di non darlo a vedere.
Mentre mi crogiuolo (cit.) nella disperazione, arriva l’sms della salvezza: alcuni amici di Lola hanno lasciato l’auto a Lampugnano, soluzione che io avevo scartato perché parecchio distante dal locale del concerto, e anche se non sono una fanciulla indifesa andare in giro in metro a Milano di notte non è il massimo della vita.

Mark e Ad

Mark e Ad

Tempo un minuto e sono sulla V-Mobile, quaranta minuti dopo sto entrando nel multipiano di Lampugnano, giusto in tempo per trovarmi in mezzo al gregge che sta tornando dalla partita dell’Inter: gente che cammina in mezzo alla strada o attraversa senza neanche guardare, perfino auto che vanno contromano per saltare la fila! In qualche modo riesco a parcheggiare, salto sulla metro e dopo un’altra mezz’ora intravedo la fila davanti ai portoni dell’Alcatraz. Sono le sei e dieci, più o meno.
Vedo Mirella, ovviamente in pole-position :lol: , dopo qualche ricerca (e una figuraccia con una che le assomigliava haha) trovo anche Lola, mi incuneo nella fila e tutti insieme si attende l’apertura. Queste attese snervanti sono senza dubbio le parti che odio di più…non so Mirella come faccia ad appostarsi dalla mattina :razz:
Finalmente poco dopo le sette si può entrare, c’è un po’ di ressa ma nonostante tutto riesco ad accaparrarmi una più che dignitosa (data la mia altezza) terza fila.
La folla non è pressante, per fortuna. Si respira, nessuno spinge per scavalcare, faccio un po’ di prove con la macchina fotografica…soggetto: il telone della band di supporto: Amberian Dawn. Mai sentiti.
Alle otto inizia lo show.

Amberian Dawn: bella sorpresa!

Gli Amberian Dawn

Gli Amberian Dawn

La band finlandese è stata senza dubbio una piacevole sorpresa.
Forse alcune delle canzoni erano un po’ troppo simili tra loro, forse l’abito e i movimenti della vocalist Heidi Parviainen erano un po’ troppo ispirati a Tarja Turunen (mi fido del giudizio di Mirella XD), quasi sicuramente il bassista sembrava un po’ spiritato…però hanno fatto il loro dovere di scaldare il pubblico per gli Epica. Lo “humor scandinavo” che ha lasciato parecchia gente interdetta a me non ha dato così fastidio, ed è stato un momento memorabile quello in cui la cantante ha riconosciuto alcune persone che erano presenti anche al concerto il giorno prima a Bologna…ci è proprio rimasta di sasso :lol: dopo circa tre quarti d’ora di show e una decina di canzoni, gli Amberian Dawn hanno abbandonato il palco e l’attesa ha iniziato ad essere febbrile.
(continua…)

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