Ha suscitato parecchio clamore la notizia dello spot che è stato trasmesso nei giorni scorsi durante l’intervallo della partita Svizzera-Nigeria: una sorta di deterrente contro l’immigrazione, visto che in esso si vede un ragazzo nero che telefona al padre da una cabina telefonica, e gli racconta un mucchio di bugie sulla sua situazione.
L’idea è piaciuta tanto che ora anche altri Paesi vogliono seguire l’esempio. Che sia una cosa in stile “a mali estremi, estremi rimedi”? A me sinceramente pare un po’ di cattivo gusto…
Qualche giorno fa ho espresso il mio disappunto per la morbosità con cui è stata gestita l’informazione riguardo alla strage di Erba.
Non mi sono però soffermato su un altro elemento importante: il fatto che nelle prime ore successive alla strage tutti i media italiani si sono scagliati contro il marito della donna uccisa, Azouz Marzouk. Quando poi si è scoperto che il giovane marocchino aveva un alibi ed è stata accertata la sua estraneità ai fatti, nessuno si è preoccupato di pubblicare in qualche forma delle scuse per la stupida frettolosità dettata dal sensazionalismo ad ogni costo…nessuno a parte Metro, quotidiano free-press che il giorno successivo ha pubblicato un pezzo del direttore del giornale, in cui si compiva un sentito mea culpa per la situazione.
(continua…)




