Una delle caratteristiche di Firefox che più hanno contribuito al successo del browser del panda rosso è senza dubbio l'impressionante numero di estensioni disponibili, grazie alle quali è possibile aggiungere un numero pressoché infinito di funzionalità. L'esperienza in Rete diventa così più semplice, più divertente, più personalizzata.
In questi giorni, giusto per ingannare l'attesa della nuova release del browser, è stato completamente rinnovato il portale delle estensioni; il sito ora si presenta più colorato, con uno showcase delle estensioni principali per ogni categoria.

Ma la novità più importante è un'altra: le raccolte. Grazie a questa nuova sezione del sito, sarà possibile creare delle collezioni di componenti aggiuntivi da condividere con gli altri membri della community.
Le raccolte si rivelano utilissime, inoltre, per chi cambia spesso computer o sistema operativo: grazie ad esse sarà finalmente possibile avere sempre a disposizione le proprie estensioni preferite senza dover impazzire a cercarle una per una!

Inutile dire che io ho già approfittato dell'opportunità e ho creato la mia lista personale. La trovate a questo indirizzo: https://addons.mozilla.org/it/firefox/collection/ilvalenet.

Le notifiche incriminate

Le notifiche incriminate

Nelle ultime ore si sta diffondendo su Facebook una cascata di notifiche che avvisano l'ignaro utente del fatto che uno dei propri contatti ha segnalato il profilo allo staff del sito per violazione dei termini di utilizzo!
Il testo della notifica (che vedete nell'immagine) recita "%nome amico% just reported your profile as it is in violation of Terms and Conditions. Click for details". Cliccando sul link proposto, viene richiesta l'installazione di un'applicazione denominata Closing Down.
Azzeccatissimo il nome dell'applicazione: cercando su internet, infatti, le segnalazioni della minaccia vengono sommerse dalla miriade di notizie più o meno recenti che paventano la chiusura del celebre social network.
Con il reperimento di informazioni reso difficoltoso grazie all'espediente del nome, e facendo leva sulla preoccupazione per la minaccia della "denuncia", non è difficile convincere gli utenti a consentire l'accesso all'applicazione senza pensarci troppo...ma se vi dovesse capitare non fatelo! Si tratta infatti di una specie di worm che, appena ricevuto l'accesso al profilo di un utente, replica la stessa notifica a tutta la sua lista di contatti!
Non avendo provato in prima persona non so se esistono altre conseguenze per chi cade nel tranello, né se basta rimuovere l'applicazione per mettersi al sicuro. Se dovessi trovare queste informazioni, aggiornerò il post.

EDIT: Catepol, che ringrazio, segnala nei commenti un paio di procedure per liberarsi di questo fastidioso impiccio.
Per evitare di ricevere le notifiche incriminate basta segnalarle come spam dalla pagina delle notifiche, mentre l'applicazione si può rimuovere normalmente dal menu apposito...la cosa preoccupante è che risultava installata anche a me, e sono sicuro di non essere andato oltre la pagina di richiesta delle autorizzazioni (che avevo ovviamente negato). Boh...

EDIT 2: Le notifiche-trappola che avevo ricevuto questo pomeriggio sono completamente scomparse. Presumo che il team di Facebook abbia risolto il problema...

Secondo episodio dedicato al social network più in voga del momento. Mentre il primo era rivolto a chi è iscritto a Facebook, quello che segue è tutto per chi non ha un account. Perché?

Il sondaggio di questa settimana riguarda l'argomento più hot degli ultimi tempi: Facebook!
Eh già, oltre a incrementi nel numero di iscritti che ultimamente sfiorano il 100%, Facebook sta diventando uno dei leitmotiv preferiti dai media italici, che non mancano di infilare in ogni pezzo una frasetta riguardante il social network. Del resto è facile: esiste un gruppo per quasi qualsiasi cosa, quindi basta cercare e poi dire (o scrivere) "ehi guarda, esiste anche il gruppo di Facebook su questa cosa".
Per non essere da meno, il sondaggio di questa settimana e quello della prossima saranno dedicati al sito più chiacchierato del momento.

Il sondaggio che segue è rivolto a chi è iscritto a Facebook. Chi non lo è, potrà sbizzarrirsi la settimana prossima!

Il "volto" di Miranda

Il 'volto' di Miranda

Al giorno d'oggi, un sociologo che si trovi a corto di idee per qualche articolo non ha da penare molto: gli basta accedere a internet e farsi un giro sui vari social network (MySpace, Facebook, Badoo, Netlog e compagnia) per trovare una quantità infinita di spunti. Non parliamo poi di chat e forum!
Probabilmente qualcuno potrà obiettare che è più un lavoro da psichiatra. Probabilmente quel qualcuno avrà anche ragione, ma per ora limitiamoci alla sociologia :razz:

Uno degli assi portanti di internet è...la mutanda, appunto. C'è perfino una bella canzoncina dall'eloquente titolo The Internet is for Porn.
Ma senza giungere a tali estremi, basta vedere il successo che hanno blog gestiti da esponenti del gentil sesso; che poi siano veramente donne o no è secondario (e lo dimostra il caso eclatante di Lexi Amberson), un commento al sito/pagina di una ragazza si lascia sempre...chissà che successo avrebbe questo blog se fosse della Vale, invece che del Vale :grin:

Tornando ai social network di cui sopra, la concorrenza è spietata e ogni "cacciatore" deve riuscire a stupire il suo bersaglio con una frase particolarmente incisiva. Non mi soffermo sulla casistica, penso chiunque sappia che si va dal complimento al subito romantico, dal commento ammiccante alla trivialità più spinta.
Più di una volta mi è venuto in mente di creare un profilo femminile su qualcuno di questi siti per farmi due risate (e chissà quanti lo hanno fatto), e magari raccogliere gli avvenimenti più spassosi su un blog...ebbene, qualcuno ci ha già pensato!
Il blog si intitola, appunto, Nella mutanda di Miranda, ed è gestito da una ragazza vera che però ha creato un profilo fake su Badoo con tanto di foto prese "in prestito" da un'attrice.
I messaggi sono corredati da un bollino che va dal verde al nero, a seconda del livello di zozzerie presente al suo interno. E c'è davvero da ridere :grin:
Non mi ricordo come ci sono arrivato, me lo sono ritrovato tra gli innumerevoli tabs che apro quando passo in rassegna i miei feed, ma è stata davvero una divertente sorpresa...!

L'email fraudolenta

L'email fraudolenta

In linea di massima tendo a non dare molta importanza alle mail di phishing che ogni giorno si ammassano nelle mie caselle email. Oltre al fatto che ormai quasi chiunque sa che le banche non richiedono dati di nessun genere via email, la truffa è quasi sempre riconoscibile per i più svariati motivi: mi viene segnalata dal filtro antifrode di Thunderbird, la mail è scritta nell'italiano peggiore che si possa immaginare, oppure pretende di provenire da una banca con la quale io non ho nessun tipo di rapporto.

Oggi parlo di phishing perché mi è arrivata un'email fraudolenta migliore di molte sue "compari".
Tanto per cominciare, la mail millanta di provenire da mondo@bancoposta.net e io ho effettivamente una carta PostePay. Non solo: la mail è arrivata perfino sul mio indirizzo @poste.it, che non uso mai se non per attività collegate proprio alla PostePay.
È una bella pensata anche il fatto di far provenire l'email da un servizio che realmente offre sconti e premi ai titolari BancoPosta.
Inoltre la mail è scritta in un italiano quasi corretto (a parte un paio di errori di ortografia) ed è riuscita a non far scattare il filtro antifrode.
Potete vedere l'immagine all'inizio di questo post, ecco il testo:
(continua...)

Il logo di Google Chrome

Il logo di Google Chrome

La tempistica è importante. In un momento scelto ad hoc, sufficientemente lontano dai clamori suscitati dal rilascio di Firefox 3 con annesso Guinness Record, e prima che si sollevi il polverone intorno a Microsoft Internet Explorer 8, Google decide di entrare prepotentemente nell'agguerritissimo mercato dei browser e lancia la sua ultima creazione: Chrome, disponibile per ora solo in versione beta e solo per Windows Xp/Vista.
Il lancio è stato accompagnato dall'ovvio comunicato stampa ufficiale, ma anche da un simpatico fumetto di una quarantina di pagine realizzato dagli sviluppatori, che spiega il perché e il come di Google Chrome in un modo più immediato e sicuramente meno noioso di un lungo testo scritto.

Il task manager integrato

Il task manager integrato

Come sempre, lo scopo di Google è quello di innovare.
Viene spiegato nel fumetto che i browser sono nati per eseguire un compito molto semplice: visualizzare (iper)testi. Con il passare del tempo, le operazioni da svolgere sono diventate più avanzate, più complesse e quindi più pesanti in termini di risorse, ma i browser sono rimasti ancorati alla vecchia concezione, con un'architettura a processo singolo che si fa carico di ogni compito e con la conseguenza che il rallentamento di una singola operazione finisce con il rallentare ogni altra cosa (altri elementi della stessa pagina, e perfino altri tab del browser).
La vera rivoluzione di Google Chrome, seppur poco visibile agli occhi, sta proprio qui: ogni singolo tab è un processo, che esegue le varie operazioni in parallelo. Risultato: se un'operazione rallenta, non rallenta il resto della pagina, ma soprattutto se un tab rallenta o va in crash, non tira giù tutto il browser! La navigazione ne viene influenzata in maniera molto positiva, diventando velocissima (probabilmente anche grazie al nuovo interprete javascript, creato ex novo da Google).
Ogni tab, inoltre, può essere separato o accorpato a una finestra di Chrome semplicemente trascinandolo, e può essere tenuto sotto controllo mediante il task manager integrato, in modo da sapere sempre quanto sta pesando sulle prestazioni del computer.
(continua...)