MTV Mobile, operatore virtuale legato (indovinate un po') alla celeberrima emittente e supportato da Tim, ha deciso di pubblicizzarsi offrendo solo per oggi la possibilità di scaricare gratuitamente tre canzoni dalla pagina dedicata all'iniziativa.
I brani sono in formato mp3 e la qualità è media (128kbs), ma ciò che davvero conta è che sono privi di DRM, una scelta sicuramente apprezzabile.
Ottenere i tre brani è semplice:
- inviare un sms con il testo DDAY al numero 3399948048 (sms gratuito per i clienti MTV Mobile e secondo piano tariffario per tutti gli altri)
- puntare il browser all'indirizzo http://www.mtvmobile.it/dday/
- scegliere i tre brani
- inserire il codice che si è ricevuto via sms
- scaricare
So benissimo che esistono altri modi più comodi per procacciarsi la musica, ma quando viene offerta a prezzi ragionevoli o addirittura gratis...bisogna sempre premiare l'iniziativa!
Non so se la lista delle canzoni varia con il tempo o in base a chi vi accede, comunque si può scegliere tra una cinquantina di brani che vanno dalle vecchie glorie di Britney Spears ai recenti successi di Katy Perry.

La copertina del singolo
Kelly Clarkson, per chi non la conoscesse, è l'antesignana di tutte le Giusy Ferreri, Leona Lewis e compagnia cantante (è proprio il caso di dirlo) del mondo: ha vinto, infatti, la prima edizione di American Idol nel lontano 2002.
Il suo successo mondiale risale al secondo album,
Breakaway, uscito nel 2004 e che ad oggi ha venduto 13 milioni di copie!
L'album successivo,
My December, non ha ottenuto lo stesso successo (era molto difficile bissare i risultati di Breakaway) ma definirlo "un flop" come mi è capitato di leggere qua e là mi sembra un po' azzardato.
Tra pochi mesi, il 17 marzo 2009, potremo ascoltare la quarta fatica della cantante texana, che si intitolerà All I ever wanted; il link porta alla copertina, che se confrontata con quella di My December dà decisamente l'impressione di un ritorno al passato.
Curiosità: la stessa Kelly, sul suo blog, si è scherzosamente lamentata circa il pesante ritocco digitale che ha subito la copertina, affermando che però "non le interessa haha! chiunque sia [la ragazza in copertina, ndV] è davvero bella".
Possiamo ingannare l'attesa per il cd ascoltando il primo singolo "My life would suck without you", che viene trasmesso dalle radio americane già dal 14 gennaio, anche se la release date ufficiale è proprio oggi.
La canzone conferma in qualche modo il sospetto circa il ritorno alle origini puramente pop, tanto che i primi secondi assomigliano incredibilmente all'attacco di Since U Been Gone.
Lungi dall'addentrarmi in un'analisi tecnica che va oltre le mie possibilità, devo dire che è un pezzo veramente orecchiabile: mi piace il ritmo, mi piacciono quegli accenni un po' elettronici, ma soprattutto mi piace la sua voce, che arriva veramente (ma veramente) in alto...specie nella parte finale con i controcanti.
La canzone è firmata dalla coppia Max Martin e Dr. Luke, artefice di successi come U+Ur Hand di Pink e la recente I kissed a girl di Katy Perry, e ha tutte le carte in regola per diventare una hit e fare da traino al cd. Qui potete ascoltare la canzone, mentre qui sotto trovate il testo...voi cosa ne pensate?
Kelly Clarkson - My life would suck without you
Guess this means you're sorry
You're standing at my door
Guess this means you take back
What you said before
Like how much you wanted
Anyone but me
Said you'd never come back
But here you are again
'Cause we belong together now
Forever united here somehow
You got a piece of me
And honestly
My life would suck without you
Maybe I was stupid for telling you goodbye
Maybe I was wrong for tryin' to pick a fight
I know that I've got issues
But you're pretty messed up too
Anyway, I found out I'm nothing without you
'Cause we belong together now
Forever united here somehow
You got a piece of me
And honestly
My life would suck without you
Being with you is so dysfunctional
I really shouldn't miss you, but I can't let go
Oh yeah

Il fondale del concerto illuminato dai faretti
Se qualche anno fa qualcuno mi avesse predetto che prima o poi sarei andato a un concerto metal, gli avrei quasi sicuramente riso in faccia. Poi arrivò Lola, che letteralmente mi aprì un mondo che mai avrei immaginato di apprezzare: Sonata Arctica, Blind Guardian, Within Temptation...e soprattutto Nightwish. Nonostante i suoi tentativi, però, i gruppi tendenti al growl o allo scream non mi andavano proprio giù...questo finché non mi ha fatto conoscere gli Epica, che hanno piano piano scalato la mia classifica personale fino a guadagnarsi un posto d'onore nel mio piccolo Olimpo.
Ieri è stata la prima volta che li ho visti dal vivo.
Tragedia sfiorata
Come sempre, quando si tratta di andare a Milano e tornare di notte, i 40km che separano Como e il nostro capoluogo sembrano 400; l'unico appiglio è il treno di mezzanotte e mezza. Ok, mi dico, va più che bene. Ma qualche giorno dopo aver comprato il biglietto (piccolo appunto: bello il nuovo colore dei biglietti di TicketOne!) ecco la sorpresa: sciopero Trenitalia!
Andare in auto nella zona dell'Alcatraz mi viene sconsigliato da praticamente tutti quelli a cui chiedo informazioni (parcheggiando lì non si sa come, e soprattutto se, si trova l'auto al proprio ritorno).
Tutti i miei piani saltano, annullo perfino la mia partecipazione all'evento su Facebook (haha), scrivo a Lola e a Mirella che non vado...e sì, mi deprimo un bel po' anche se cerco di non darlo a vedere.
Mentre mi crogiuolo (cit.) nella disperazione, arriva l'sms della salvezza: alcuni amici di Lola hanno lasciato l'auto a Lampugnano, soluzione che io avevo scartato perché parecchio distante dal locale del concerto, e anche se non sono una fanciulla indifesa andare in giro in metro a Milano di notte non è il massimo della vita.

Mark e Ad
Tempo un minuto e sono sulla V-Mobile, quaranta minuti dopo sto entrando nel multipiano di Lampugnano, giusto in tempo per trovarmi in mezzo al gregge che sta tornando dalla partita dell'Inter: gente che cammina in mezzo alla strada o attraversa senza neanche guardare, perfino auto che vanno contromano per saltare la fila! In qualche modo riesco a parcheggiare, salto sulla metro e dopo un'altra mezz'ora intravedo la fila davanti ai portoni dell'Alcatraz. Sono le sei e dieci, più o meno.
Vedo Mirella, ovviamente in pole-position

, dopo qualche ricerca (e una figuraccia con una che le assomigliava haha) trovo anche Lola, mi incuneo nella fila e tutti insieme si attende l'apertura. Queste attese snervanti sono senza dubbio le parti che odio di più...non so Mirella come faccia ad appostarsi dalla mattina

Finalmente poco dopo le sette si può entrare, c'è un po' di ressa ma nonostante tutto riesco ad accaparrarmi una più che dignitosa (data la mia altezza) terza fila.
La folla non è pressante, per fortuna. Si respira, nessuno spinge per scavalcare, faccio un po' di prove con la macchina fotografica...soggetto: il telone della band di supporto: Amberian Dawn. Mai sentiti.
Alle otto inizia lo show.
Amberian Dawn: bella sorpresa!

Gli Amberian Dawn
La band finlandese è stata senza dubbio una piacevole sorpresa.
Forse alcune delle canzoni erano un po' troppo simili tra loro, forse l'abito e i movimenti della vocalist Heidi Parviainen erano un po' troppo ispirati a Tarja Turunen (mi fido del giudizio di Mirella XD), quasi sicuramente il bassista sembrava un po' spiritato...però hanno fatto il loro dovere di scaldare il pubblico per gli Epica. Lo "humor scandinavo" che ha lasciato parecchia gente interdetta a me non ha dato così fastidio, ed è stato un momento memorabile quello in cui la cantante ha riconosciuto alcune persone che erano presenti anche al concerto il giorno prima a Bologna...ci è proprio rimasta di sasso

dopo circa tre quarti d'ora di show e una decina di canzoni, gli Amberian Dawn hanno abbandonato il palco e l'attesa ha iniziato ad essere febbrile.
(continua...)
Lunedì stavo attendendo nell'atrio del cinema (Burn After Reading, spero di avere tempo di scrivere qualcosa in questi giorni), leggermente infastidito dal tenore della musica che passava dagli altoparlanti, che inizialmente ho classificato come semplice canzone tunz-tunz. Ascoltavo distrattamente, quando improvvisamente alcune frasi della suddetta canzone riescono a raggiungere il mio cervello; tra queste, "io vengo solo per te" e (avrete intuito) "non è da tutti quello che ho, se non mi preghi non te la do".
Questi testi impegnati mi incuriosiscono sempre, per cui dopo qualche ricerca ho scoperto che la canzone si intitola "Un attimo" ed è cantata da Romina Falcone, classe 1985, la quale ha esordito l'anno scorso a Sanremo nella sezione Giovani con il pezzo "Ama". La cosa curiosa è che "Ama" (qui il video) è una canzone tranquilla, romantica e strappalacrime...una canzone da Sanremo, insomma. Quindi chissà da dove viene questo repentino e radicale cambio di direzione. Si sarà intuito che questo non è esattamente il mio genere di musica, ma una cosa è certa: d'ora in poi mi chiederò sempre perché due persone chiuse in ascensore sono "costrette" a fare l'amore (e soprattutto prenderò più spesso l'ascensore).
Seguono video e testo (grazie a Vale -mia omonima?- per quest'ultimo).

(continua...)
Giusto ieri mi sono imbattuto in questo video, tratto dai Muppets, a dir poco esilarante: il personaggio si chiama Beaker ed esegue l'Inno alla Gioia in una maniera davvero...particolare. Credo sia ispirato a questo video (veramente impressionante), ma non sono sicuro circa quale dei due venga prima!
Pare che ultimamente molti artisti abbiano iniziato a comprendere le potenzialità della Rete e soprattutto gli incredibili vantaggi in termini di visibilità che accompagnano il rilascio gratuito, e spesso in anteprima rispetto ai negozi, di singoli e perfino interi album.
È stato il caso dei Radiohead, che a ottobre hanno distribuito il loro cd via internet permettendo agli utenti di scegliere il prezzo da pagare, da 0 a x euro. Anche se poi sono tornati sui loro passi e hanno definito questa iniziativa un semplice "esperimento".
Una decina di giorni fa è stato il turno dei Coldplay: per un tempo limitato hanno permesso di scaricare gratuitamente una traccia del loro prossimo album, dal titolo Violet Hill. Io non sono riuscito, e ora il download non è più disponibile, ma si può ascoltare la traccia in streaming.
Passando a qualcosa che rientra un po' di più nelle mie corde, da ieri si può scaricare, in anteprima dal sito di Virgin Radio Italy e perfino in calce a questo post, Hammerhead, il primo singolo tratto da "Rise And Fall, Rage And Grace", prossimo album degli Offspring la cui uscita è prevista per il 13 giugno. Il brano è veramente notevole, e mi invoglia a riscoprire questa band che, per quel che mi riguarda, era caduta un po' nel dimenticatoio.
Tuttavia, il caso a mio avviso più eclatante è quello dei Nine Inch Nails. Nonostante questa band non faccia esattamente il mio genere di musica, sono stato molto felice di venire a sapere che il loro ultimo lavoro, The Slip, viene distribuito gratuitamente, online, in più formati (Mp3, FLAC, M4a, Wav) e soprattutto sotto licenza Creative Commons con l'invito a diffonderlo il più possibile!
Io spero che tutti questi episodi isolati siano l'inizio di una nuova era, in cui gli artisti capiscono che è inutile accanirsi contro i loro fan che si rifiutano di sborsare decine di euro per un cd, e che il vero guadagno giunge ormai da altre fonti (concerti, edizioni speciali degli album e così via).
Titolo originale: Juno
Nazionalità: USA/Canada (2008)
Durata: 96 minuti
Regia: Jason Reitman
Sceneggiatura: Diablo Cody
Interpreti principali: Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman
Scheda IMDB: link
Scheda RottenTomatoes: link
Fino a qualche giorno fa, Juno era solo il nome di una modella ganguro giapponese (uahah)...da ieri sera è anche il titolo di uno dei film più belli che abbia visto negli ultimi tempi.
Spinto dalla imbarazzante quantità di premi sfiorati e vinti (tra cui l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale e il premio come miglior film del Festival di Roma), dall'elevatissima valutazione su RottenTomatoes, nonché da Mami...ieri sera è stata la serata Juno
Juno (Ellen Page) come il nome della dea latina Giunone e non come la città in Alaska (cit.), è una ragazzina di sedici anni che rimane incinta dopo aver fatto l'amore per la prima volta con il suo amico Paulie Bleeker (Michael Cera).
Anche su consiglio della sua amica Leah, cheerleader con una passione per i professori, è inizialmente intenzionata ad abortire; ma il viaggio verso la clinica è solo una toccata e fuga, perché Juno decide di portare a termine la gravidanza e dare il "fagiolo", come lo chiama, in adozione alla coppia perfetta: Mark Loring (Jason Bateman), compositore di jingles pubblicitari affetto dalla sindrome di Peter Pan, e sua moglie Vanessa (Jennifer Garner), perfetta mamma wannabe con qualche accenno di sindrome ossessivo-compulsiva (è meglio il color panna o il color crema?)
Certo, non è tutto rose e fiori, e i problemi non mancheranno. Ma Juno li saprà affrontare con rara maturità.
Film indipendente, opera seconda dopo Thank you for smoking di Jason Reitman, costato solo 7,5 milioni di dollari e che fino ad ora ne ha incassati quasi 142 (sì, 142 milioni di dollari), Juno è una incredibile sorpresa su tutti i fronti.
Come detto, alla regia troviamo qualcuno che è sì figlio d'arte ma è solo al secondo film. Incredibile se andiamo a vedere chi ha scritto la sceneggiatura che ha vinto l'Oscar: Candy Cox, ex centralinista di hotline, ex spogliarellista, priva per sua stessa ammissione di qualsiasi preparazione nel campo, riesce a non annoiare mai e a mantenere l'attenzione dal primo all'ultimo fotogramma.
Ed Ellen Page, semplicemente perfetta nel ruolo della piccola grande Juno, protagonista di quasi ogni scena (quelle che non la vedono al centro dell'attenzione si contano davvero sulle dita di una mano), perfettamente calata nel ruolo. Né sono da meno i personaggi di supporto, da Michael Cera, che è così bravo a fare il ragazzo timido-impacciato-dolce che pare sia nato per quel ruolo, ai genitori di Juno, alla coppia-perfetta-ma-non-così-tanto che dovrebbe adottare il bambino di Juno: Jennifer Garner è bravissima a fare la spiritata ossessionata dall'idea di avere un bambino, Jason Bateman è bravissimo a fare lo spiritato in un'altra direzione (probabilmente capirete dopo aver visto il film, a me ha dato proprio quell'impressione).
Fotografia fresca, con le indicazioni delle stagioni "disegnate con il gessetto" come anche la "sigla iniziale" che apre il film, colonna sonora ancora più fresca, piena di canzoni simil-folk (avete presente Gillmore Girls?) che si inseriscono nelle scene senza mai, mai risultare noiose, dialoghi sferzanti con alcune chicche che non cito solo per non rovinare il gusto della sorpresa a chi ancora deve vedere il film...tutto è perfetto in questo piccolo capolavoro così poetico, così dolce, così kawaii. Si esce dal cinema con il sorriso, felici di aver speso bene i soldi del biglietto (che tra l'altro continua ad aumentare!)
C'è qualcuno (un tizio che faceva tutt'altro e ora si è buttato in politica per lanciare una sua personale crociata...no, non è Berlusconi), che ha voluto buttare sulle spalle della povera Juno un messaggio anti-abortista. Messaggio che vi si può vedere solo attraverso la lente del pregiudizio: il rifiuto dell'aborto non viene esaltato, non è una scelta eroica, semplicemente è un momento funzionale della trama del film...se Juno avesse deciso di abortire, il film sarebbe durato un quarto d'ora! Juno compie la scelta di tenere il bambino ma questo non scaraventa la scelta di abortire all'inferno, come si vuol far credere. Casomai, la morale del film è che non tutti i giovani sono dei potenziali serial killers lobotomizzati dalla televisione. Ma scervellarsi sui contenuti profondi del film rischia di essere deleterio, rischia di far perdere quella serenità che, nonostante il tema trattato, pervade tutto il film. E allora godiamoci questo gioiellino di film, ai grandi temi della Morale ci penseremo un'altra volta.