Non avrei mai pensato di dover andare nuovamente a votare così presto...non per le elezioni politiche, almeno ![]()
Il voto. Una cosa che nei suoi rari momenti di lucidità perfino lo Psiconano definisce "il momento più altro di una democrazia". Eppure sento da più parti un sacco di gente che non ha intenzione di sfruttare questa opportunità, e vuole astenersi o annullare il voto per affermare il proprio dissenso e la propria lontananza dalla classe politica che ci ritroviamo.
Un pensiero pienamente condivisibile, ma che non credo possa essere esplicitato in un comportamento così. Non andare a votare equivale a stare zitti, non a protestare...quello che il mio prof di scienze del liceo amava chiamare "astensionismo attivo" è un controsenso di proporzioni bibliche. Lasciare la scheda in bianco o annullarla è altrettanto inutile, in sostanza non mi sembra molto diverso dal non andare a votare.
Io non mi interesso molto di politica, ma comunque andrò a votare perché lo ritengo un dovere. Magari sarà un voto "con il naso tappato", ma sono fermamente convinto della natura di diritto/dovere di quella crocetta. E quindi la metterò.
Tuttavia, per chi volesse a tutti i costi fare qualcosa controcorrente, esiste un metodo facile e divertente che non solo vi permetterà di esprimere il vostro dissenso, ma probabilmente vi darà anche notorietà nella cronaca locale. Si tratta di andare a votare...senza votare! Mi sono imbattuto in questa soluzione diverse volte, e credo che sia vera. Però smentitemi se non è corretto.
- Il primo passaggio da eseguire consiste nel recarsi allegramente alle urne, nel proprio seggio di fiducia. Allegri e sorridenti, mi raccomando
- Dopo aver esibito i documenti e aver ottenuto il timbro sul certificato elettorale, con la massima teatralità possibile esclamate:"In segno di protesta rifiuto di ricevere la scheda!"
- In mezzo allo stupore generale (nessuno si aspetta momenti di questo genere, soprattutto gli omini all'interno del seggio, che si aspettavano due giorni di operazioni incredibilmente noiose e ripetitive), chiedete che la vostra protesta venga messa a verbale.
- Nel caso il presidente del seggio faccia storia (le farà), esibite la fotocopia (voi siete stati previdenti) del D.P.R. 30 marzo 1957, n.361 il quale all'art. 104 comma 5 afferma che "il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000"
- Nel caso che vi facciano ancora storie potete perfino richiedere (udite udite!) l'intervento dell'ufficiale giudiziario, in base all'art. 44 comma 4 della stessa legge ("Hanno pure accesso nella sala gli ufficiali giudiziari per notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione")
- Potete anche richiedere che nel verbale sia specificato il motivo del rifiuto (ad esempio "sono tutti dei ladri/delinquenti/incapaci")
- Una volta fatto tutto ciò, potete tornare a casa, felici di aver espresso il dissenso in un modo un po' più utile dell'astensionismo.
È veramente importante fare tutto con la massima calma possibile, e spiegare che sì, quello che state facendo si può fare. Non bisogna assolutamente alterarsi, perché in tal caso si rischia di passare dalla parte del torto ed essere arrestati per intralcio alle operazioni di voto.
Sarebbe utile anche un giornalista nei paraggi, che documenti il tutto e magari vi faccia anche un'intervista...però non è fondamentale per la riuscita dell'operazione di non-voto




