I tagli all'università [corriere.it]

I tagli all'università (corriere.it)

Onda. Sembrerebbe sia questo il nome che è stato affibbiato al movimento di protesta contro le "riforme" del sistema scolastico e universitario italiano. Il nome è importante, serve ai media per incasellare la realtà, renderla più comprensibile e creare veri e propri tormentoni. E allora perché non dovrei approfittarne anche io? Qualcuno ha insistentemente provato a suggerire "comunisti", ma alla fine ha prevalso Onda. Mi piace, sa di qualcosa di pulito che si muove e non sta mai fermo.
La mia partecipazione alla giornata di oggi non era partita sotto i migliori auspici: nonostante sia più che abituato alle levatacce, questa volta Figaro ha fallito (sì, ho "Il Barbiere di Siviglia" come sveglia) e ho dovuto dare prova della mia ormai pluriennale esperienza nel campo del "getting ready in ten seconds" per prendere il treno un'ora dopo quello programmato, grazie anche al solito ritardo delle Ferrovie Nord...ogni tanto torna utile!
Arrivato a Cairoli decisamente prima del gruppo della mia facoltà, ho potuto assistere a scene veramente degne di nota: l'Accademia di Brera in versione pagliaccio, tutti con il naso rosso, un liceale che ha chiesto al fotografo che stava immortalando il suo gruppo "la prego signor fotografo, dica alla stampa che non siamo violenti" (una richiesta scherzosa ma anche una verità)...e la gente. Tantissima gente.
Verso Cairoli

Verso Cairoli

In mezzo alla calca, trovo finalmente il mio gruppo. Si chiacchiera, si aspetta che parta il corteo. Il freddo aumenta, inizia a piovere e il corteo muove i primi passi sotto la pioggia battente e, perfino, qualche chicco di grandine. Ma dopo pochi minuti la pioggia smette, spunta perfino un timido sole e il corteo prosegue verso la gigantografia di Garibaldi+MonicaBellucciSeminuda che campeggia davanti al Castello Sforzesco.
Si chiacchiera tanto del più e del meno quanto del motivo per cui una tale marea si trovi per le strade di Milano. Si osservano gli striscioni (alcuni a dir poco geniali). Si cantano i coretti che partono da più punti della folla, tra i quali mi preme ricordare "Ci pensiamo noi all'economia: Gelmini in miniera, Tremonti in fonderia!" perché mi ha fatto ridere per dei minuti, e "Nessuna mediazione: salviamo l'istruzione" perché era quello della mia facoltà :grin:
Di sicuro non manca l'inventiva: si va da moderni Guy Fawkes (foto di Dario) a filosofi in scadenza, citazioni di Tacito (Ubi solitudinem faciunt pacem appellant, dove fanno il deserto quello chiamano pace), il santino della "Beata Ignoranza" (vi lascio immaginare chi raffigurava), e il classico "chi non salta...", alquanto pericoloso se eseguito su una pavimentazione stradale scivolosissima!
Momenti di grande divertimento anche quando in direzione di una signora che stava applaudendo da un balcone parte il grido "venga con noi, signora venga con noi, venga con noi" e qualcuno la incita "signora salti che la prendiamo al volo!" (era al terzo piano, ndV).
Menzione d'onore per gli slogan a tema delle varie facoltà (grazie Dario per le foto): i chimici reagiscono, i biotecnologi sono in fermento, ctrl+alt+canc arrestiamo il sistema, i matematici contano, Agraria inalberata e ora sono cavoli amari, Medicina c'è...ci sarà?, i fisici fanno resistenza, i fisici si oppongono alla gravità (della legge)...e sicuramente molti altri, era impossibile vedere tutto.
Verso Piazza Duomo

Verso Piazza Duomo

L'arrivo in piazza Duomo, infine, è stato qualcosa di sconvolgente: a malapena si vedeva il pavimento della piazza, e ho poi appreso dai giornali che quando sono arrivato io (circa l'una) il gruppo si era già diviso in più parti!
Una sola cosa è mancata: la violenza. Escludendo un paio di cori un po' troppo coloriti (linguisticamente, non politicamente) e qualche imbrattatore di muri, non credo ci siano aspetti negativi da sottolineare. E questo è importante, perché i media tendono sempre a "dimenticare" una parte della notizia quando possono dare in pasto al pubblico quello che il pubblico si aspetta. Scene di violenza e tafferugli, in questo caso.
Quanti eravamo? Gli organizzatori dicono duecentomila. La Questura, che io sappia, non ha fornito stime. Ma io so quanti eravamo: tanti, tantissimi.
 

Quanto costa l'ignoranza? Futuro 

Sulla riforma Gelmini ho espresso il mio parere già ieri. Oggi, giorno di sondaggi, è il momento di vedere come la pensano i visitatori del sito.
Ci tengo a specificare che il sondaggio è incentrato, come il post di ieri, sugli aspetti che riguardano l'università. I commenti sono più che graditi, anche perché potrebbe essere difficile "imbrigliare" il proprio pensiero in una crocetta :wink:

Una delle lezioni in Piazza Duomo, Milano

Una delle lezioni in Piazza Duomo, Milano

A meno che non viviate sulla montagna del sapone, sarete certamente a conoscenza delle proteste che stanno dilagando in tutta Italia contro la cosiddetta "Riforma Gelmini", la quale si propone di modificare il nostro sistema scolastico.
Non ho intenzione, ora, di trattare ogni punto di questa riforma (anche se probabilmente nei prossimi giorni scriverò qualcosa sulle classi di isolamento inserimento proposte dalla Lega Nord); mi piacerebbe però spendere due parole sulla parte che mi interessa più da vicino, cioè quella che andrà a colpire l'università.
Sì, l'università che in un primo momento "non capisco le proteste, l'università non verrà toccata dalla riforma", ma poi "eh ma sono modifiche giuste e razionali" (prima non ci sono, poi compaiono e sono pure buone, miracolo!).
Non voglio imbarcarmi nell'ennesima disanima degli effetti dei tagli, ma analizzare alcuni aspetti che mi hanno colpito particolarmente.
(continua...)