Juan José Millás

Juan José Millás

Chi vorrà, tra oggi e domani, si recherà al seggio elettorale per votare per l'Elezione del Parlamento Europeo (e qualcuno anche per le elezioni provinciali e/o comunali).
Si sono spese tante parole, e di certo non voglio aggiungere le mie in extremis. Però mi permetto di riportare un intervento su El País di Juan José Millás, uno dei più importanti scrittori contemporanei spagnoli.
Millás ovviamente si riferisce al suo paese, anche se le sue parole si adattano benissimo alla nostra situazione; anzi, l'Italia viene portata proprio come esempio della strada che ha imboccato il paese iberico...una strada da evitare con cura, ovviamente. Lo scrittore, inoltre, esprime abbastanza chiaramente quello che pensa circa l'annullamento del voto e l'astensione; e devo dire che mi trovo sostanzialmente sulla stessa linea di pensiero.
Come introduzione è più che sufficiente, ecco l'articolo:

Dio che dilemma, quello del contribuente. O va alle urne e prende per buona una campagna elettorale che quanto a trivialità, ignoranza e cattivo gusto ha gareggiato con i programmi più volgari della televisione, oppure non va e lascia che ciascuno interpreti la sua astensione come gli è più comodo. Può anche andare e votare scheda bianca, ma l'impressione è che sia una risposta floscia e inutile all'aggressione intellettuale di cui siamo stati vittime durante le ultime due settimane. Detto fatto: 15 giorni di telegiornali, meeting, ore di trasmissioni radiofoniche, spot pubblicitari, titoli di giornale, editoriali, dibattiti, senza che in mezzo a tutte queste chiacchiere inutili (che sono costate uno sproposito) apparisse una sola idea. Ad averla vista, l'avremmo rincorsa per catturarla o per farci catturare da lei. Le idee sono una conquista difficile, una scalata.
E nessuno ti garantisce, per quanto tu arrivi in alto, che non cadrai nuovamente nella barbarie. Che un paese come l'Italia, con il suo passato, voti Berlusconi dovrebbe farci riflettere. Il male sta proprio lì, dietro l'angolo. E si può sempre cadere più in basso, non c'è limite alla discesa negli inferi, alla decadenza politica, al declino culturale.
Già lo abbiamo detto, neanche una idea in tutta la campagna elettorale, neanche un pensiero coerente, nulla. Alcuni per vocazione, altri per ottusità, tutti si sono impegnati per evitare di creare uno scenario che potesse rendere possibile l'utilizzo del cervello. Affacciarsi sul campo di battaglia fa paura. Andrò a votare, ovvio, però al limite dello scoraggiamento, forse per codardia, per la scelta del male minore, ma anche perché nell'astensione a volte riconosco una certa sufficienza, un certo senso di superiorità che non condivido. Il giorno dopo le elezioni, però, bisognerebbe fare qualcosa, perché questa merda non può continuare così. [Juan José Millás]

[fonte: www.elpais.com]

Ebbene sì. Dal 15 gennaio 2008 ogni giovane spagnolo che ne farà richiesta otterrà gratuitamente un dominio .es (l'equivalente del nostro .it, per intenderci), corredato di strumenti tecnologici per la creazione di un proprio sito, blog, galleria multimediale, posta elettronica, un social network creato ad hoc e chi più ne ha più ne metta. Tutto gratis per un anno, per dare una spinta alla presenza dei giovani spagnoli in Rete.
Il progetto, il cui nome è Jóvenes en Red, è stato approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri e costerà circa 3 milioni di euro per il 2008, poi un milione di euro all'anno.
La Spagna ci sta allegramente sorpassando in ogni campo, nonostante sia governata dai mangiabambini. Questo dovrebbe far pensare che il problema in Italia non è lo schieramento che ci governa, ma il fatto che TUTTI i nostri politici andrebbero mandati a casa. Però questo non è un sito che parla di politica, quindi mi fermo qui.
Mi colpisce molto questa notizia per la grande lungimiranza dimostrata dalla Spagna. Il massimo che siamo stati capaci di fare noi è spendere vagonate di soldi per quella ciofeca di italia.it oppure regalare un irrisorio sconto per l'acquisto di un pc da parte degli studenti. Personal Computer che, se si abita in una delle (tante) zone ancora non coperte dalla rete adsl, rischia di essere un costoso pezzo di arredamento kitsch.

[via Geekissimo]