A Como non succede mai niente. Sì ok, George Clooney abita a Laglio, la soap Vivere viene girata qui (se sapeste quante falsità ci sono hehe), Alessandro Volta è nato qui, forse non lo sapete ma un Campione Mondiale di offshore è comasco…però quando si passa a parlare di criminalità non è che ci sia questa grande quantità di fatti nefasti.
Certo che quando accadono sono cose belle grosse, ultima in ordine di tempo la “strage di Erba” (virgolettato perché l’espressione viene usata come se fosse il titolo di un libro o di una serie tv). Il processo inizierà la prossima settimana, e già fervono i preparativi per il banchetto: domani arriveranno i tecnici Rai per un sopralluogo, sono già state effettuate quasi cento richieste di accredito da parte di giornalisti-operatori-fotografi (anche stranieri), si prevedono pass e transenne (fonte: CiaoComo), tutto per nutrire al meglio gli affamati di scandalo, i cacciatori di dettagli scabrosi, i Porta-a-Porta-Boys© e i Matrix-freaks©
Io prevedo solo grossi problemi per la viabilità (tutta questa gente arriverà con un camioncino, immagino) e fastidio generale per la presenza di questo circo che col processo non c’entra nulla. Ma a quanto pare CSI non basta più: ci vuole il sangue vero, ci vuole roba come Real CSI.
(il titolo del post è liberamente ispirato a un aneddoto by Dario)
Ho giusto giusto letto un articolo particolarmente raccappricciante su corriere.it…riguarda la strage di Erba, e non si tratta del resoconto della confessione dei due “esseri” che hanno compiuto lo sterminio. E’ un articolo sulla marea di curiosi che si è riversata davanti al cancello e poi nella corte di Via Diaz non appena se ne è presentata l’occasione. Giovani, anziani, suore, coppie in passeggiata…tutti hanno deciso di fare una visita al luogo della strage, non per portare un biglietto o un mazzo di fiori, ma per curiosare! Per vedere live, senza il filtro del tubo catodico, i luoghi del delitto. A fare a gara a chi sapeva meglio i particolari, a chi riconosceva gli angoli “salienti” della scena del crimine: tanti aspiranti Gil Grissom, con la sola eccezione che quello non era il set di una puntata di CSI, ma la vita reale.
E’ già successo con il caso del “piccolo Tommy”, con la strage di Novi Ligure, perfino in occasione della cattura di Provenzano: folle di curiosi, puntate speciali de “La vita in diretta” e di “Porta a Porta” per soddisfare la fame di particolari della massa, per essere i primi della propria cerchia di conoscenze a scoprire gli elementi più sordidi o più eclatanti della vicenda del mese. Sì, “del mese”…perchè tra tre settimane nessuno si ricorderà più di Erba, così come ora nessuno si ricorda più del “piccolo Tommy” (chissà se qualcuno si ricorda il cognome del bambino Tommaso, e non del personaggio televisivo “piccolo Tommy”).
Non so perchè accada questo fenomeno di sciacallaggio mediatico. Una specie di voyeurismo morboso? Un bisogno di catarsi, di poter dire “meno male che non è successo a me”?
Boh…resta il fatto che è fastidioso (almeno per me), e soprattutto poco rispettoso di chi, suo malgrado, fa parte della notizia.