
La copertina del dvd
Ci sono due fisici, un ingegnere aerospaziale e un astrofisico. Tutti e quattro sono dei geni, tutti e quattro sono un po’ nerd, tutti e quattro hanno problemi a relazionarsi con le donne. La loro vita viene ribaltata quando una ragazza molto carina si trasferisce sullo stesso pianerottolo dell’appartamento dove abitano i due fisici.
Se pensate che queste premesse non siano in grado di sorreggere una sit-com per 17 episodi, siate pronti a ricredervi. La sit-com in questione è
The Big Bang Theory.
Leonard Hofstadter (
Johnny Galecky) e Sheldon Cooper (
Jim Parsons) sono i due fisici; Sheldon è stato un bambino prodigio, ha bruciato ogni tappa della sua formazione e per questo si trova spaesato anche nella più banale della situazione, come quella di ordinare al ristorante o di scegliere un posto dove sedersi.
Howard Wolowitz (
Simon Helberg) è un ingegnere aerospaziale, ebreo, convinto di essere un grande casanova; l’astrofisico è Rajesh Koothrappali (
Kunal Nayyar), indiano, talmente timido che non riesce a spiccicare neanche una parola con una ragazza (o in presenza di una ragazza, o di uomini particolarmente effeminati).
Penny (
Kaley Cuoco, 8 Rules e Charmed) è la nuova vicina di casa di Leonard e Sheldon, della quale Leonard si innamora immediatamente e perdutamente.
Le gag che si producono in ognuno dei venti minuti che costituiscono ogni episodio (tra l’altro i titoli degli episodi sono sempre parodie di famosi principi scientifici) fanno letteralmente ribaltare dal ridere, ed è impossibile trovarne una da preferire alle altre. Certo, alcune battute vengono colte meglio se si ha una certa familiarità con la net culture, ma non è indispensabile.
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Quando mi capita di fare discorsi sulla televisione, di solito il caposaldo positivo del mio giudizio è Italia1. Considerato l’uso che faccio della televisione (qualche quiz, telefilm, telefilm e telefilm), la “rete giovane di Mediaset”, come viene definita, ha sempre soddisfatto appieno le mie “esigenze” di appassionato di telefilm. Seguita a breve distanza da RaiDue.
Ma ultimamente le cose stanno cambiando, e Italia1 si sta comportando in un modo scandaloso nei confronti dei suoi telefilm, con programmazioni assurde, spostamenti, declassamenti in seconda serata (vedi Heroes e Smallville) o nella inutilissima fascia dell’access primetime del sabato (vedi Gillmore Girls).
Ma tutti questi telefilm possono davvero essere considerati dei flop? Come ho già scritto a proposito di Heroes, secondo me la risposta è no.
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Dopo la brusca e quasi immediata interruzione della stagione finale di Gillmore Girls (forse più conosciuta sotto il nome di “Una mamma per amica”), dopo il passaggio di House a Canale5 per risollevare i tristi risultati dell’ammiraglia Mediaset, ecco che Italia Uno ha ben deciso di compiere un ulteriore scempio a danno dei suoi telespettatori: Heroes è stato sospeso a sole quattro puntate dal termine della prima stagione! Anzi, non propriamente sospeso, perché per fortuna potremo vedere la conclusione della prima stagione mercoledì 7 e mercoledì 14 novembre, all’improponibile orario delle 23.30 -.- è andata certamente peggio a Gillmore Girls, posticipato senza ritegno a gennaio 2008.
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Lost finirà. La ABC ha annunciato che uno dei telefilm più acclamati della storia giungerà a un termine nel 2010, dopo tre “mini-stagioni” composte da 16 episodi ciascuna.
Una scelta che per una volta renderà felici non solo i detrattori della serie, ma anche i fan dotati di cervello: Lost non è un telefilm che può essere “diluito” o “rinnovato” con l’aggiunta di nuove storylines, e nella seconda stagione io stesso ho iniziato a storcere un po’ il naso per la quantità incredibile di carne che è stata messa al fuoco.
La terza stagione non ha avuto troppa fortuna neanche negli USA, in seguito anche ad alcune scelte infelici della ABC come l’interruzione a metà stagione o il trasferimento in seconda serata contro CSI:NY, una serie che a mio avviso ha più o meno lo stesso target.
Credevo che certe cose le facesse solo Rai2
infatti a mio avviso uno dei motivi che hanno decretato il mancato successo della seconda stagione in Italia è stato l’incredibile lasso di tempo che è passato tra la fine della prima stagione e l’inizio della seconda: molta gente si sarà dimenticata molti particolari fondamentali per la comprensione, e moltissimi si saranno rivolti a canali “alternativi” come il satellite o il download delle puntate.
Ad ogni modo sono molto contento di aver letto questa notizia, perché mi dà la certezza che gli sceneggiatori “sanno dove stanno andando” (una certezza che stava iniziando a venire meno) e che non ci sarà una spremitura ad oltranza seguita da un colpo d’ascia che tronca tutto a metà, come è successo con lo sfortunato OC.
[msnbc via Miss Spoiler]
…e non si metta a vendere orologi.
Così inizia una notizia dell’ANSA di un paio di giorni fa, riferendosi all’ultimo stratagemma inventato da Mediaset per propinarci la pubblicità.
Già da qualche tempo la pubblicità disturba anche la normale visione dei programmi, con quegli “spot grafici” che appaiono per qualche secondo nella parte inferiore del teleschermo.
Ma a partire da CSI:NY è stata introdotta una versione ancora più subdola di spot televisivo: un “messaggio promozionale” (così recita la minuscola scritta in sovraimpressione) recitato dagli stessi doppiatori del telefilm.
Con House sono andati ben oltre: non solo lo stesso doppiatore, ma anche un ambiente molto simile a quello del telefilm, un personaggio caratterizzato dal bastone e dalla tazza rossa (tanto cara al personaggio di House) e l’assenza di una qualsiasi cesura con l’andamento del telefilm. In questo modo ci vuole qualche secondo (se va bene) per accorgersi che non si sta parlando di emocromo e punture lombari ma di orologi Chronotech!
Tutto questo ha dato molto fastidio al Codacons, che ha emanato una nota in cui classifica questi spot come pubblicità ingannevole.
Personalmente questi sotterfugi mi hanno dato molto fastidio, quando l’ho fatto notare ai miei hanno detto che non era così tragica come cosa, ma a quanto pare il Codacons la pensa come me
Ebbene sì, anche io guardo OC. Del resto sono un amante dei telefilm e qualunque sia il genere me lo pappo. A meno che non sia una cosa davvero scadente.
Le prime due serie mi sono piaciute abbastanza, mentre già alla terza si vede come inizi a “trascinarsi” un po’, tanto che è stata sospesa all’improvviso da Italia1 per i pessimi indici di ascolto (c’è anche da considerare che era già stata trasmessa sul digitale terrestre, ma il problema resta) e ripartirà dal 27 novembre alle 20.10 (al posto del Mercante di Pino Insegno, quindi).
Ora tvblog annuncia che negli USA la premiere della season 4 è stata un vero e proprio disastro! Probabilmente questo segna la fine del telefilm…spero che almeno gli diano un finale dignitoso, e non lo tronchino nel mezzo come hanno fatto con il promettente Tru Calling l’anno scorso (ascolti altissimi in tutto il mondo e stroncato senza motivo alla fine della season 2…mah).
A “discolpa” di Ryan e soci c’è da dire che mandare OC contro Grey’s Anatomy e CSI (come hanno fatto in USA) è qualcosa che va ben oltre il suicidio…sembra quasi che i gestori del palinsesto siano andati a scuola da quelli di Rai2
Inizio in grande stile per la puntata pilota della season 3 di NCIS, tutta incentrata (si capisce dal titolo) sulla ricerca di Ari e sul grande dolore che ha colpito tutta la squadra: la morte di Kate, dovuta a esigenze personali dell’attrice Sasha Alexander. Un bel puntatone extra-large (la lunghezza effettiva copre due puntate, e nella versione originale avevano anche un titolo differente, “Kill Ari 1″ e “Kill Ari 2″), ricco di tensione, colpi di scena e novità che resteranno per tutta la serie: l’entrata in scena del nuovo personaggio femminile e un nuovo capo della NCIS, una donna che ha avuto in passato una storia proprio con Gibbs. Carina l’idea di far “materializzare” Kate in forma di fantasma…soprattutto nella versione immaginata da Tony *sbav*
(continua…)